come prendere decisioni importanti

Come cambiare e prendere decisioni migliori

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Come prendere decisioni più sagge e cambiare noi stessi?

Si dice che la qualità della nostra vita sia definita da due elementi che, da soli, definiscono ciò che siamo oggi (e che saremo domani). 

Il primo è la capacità di fare le domande giuste.

Il secondo consiste nel comprendere le dinamiche che portano a prendere decisioni migliori.

In questo articolo, proverò a rispondere proprio a questa domanda. Quali strumenti abbiamo a disposizione per fare chiarezza e decidere in maniera efficace?

Per trovare la risposta, mi sono fermato e ho provato a guardare indietro. Analizzando cause e conseguenze. Procedendo a ritroso per selezionare gli elementi in comune alle decisioni migliori e quelle peggiori. 

Non ho trovato segreti, ma mi sono imbattuto in 25 principi che nella mia esperienza si sono rivelati sempre validi. 

In questo articolo ne ho selezionati solo 10, ma ho aggiunto la lista completa all’e-book che puoi scaricare gratuitamente qui sotto. Magari ci trovi qualcosa di utile 🙂

25 Principi per migliorare la qualità della tua vita

Venticinque principi per il cambiamento pratici e concreti. Idee azionabili per prendere decisioni migliori, comprendere meglio sé stessi, gestire preoccupazioni e rifiuti, migliorare i propri risultati.

Indice

Gioca al rialzo su ciò che funziona

gioca al rialzo double down

Spesso ci dedichiamo alla quantità e perdiamo di vista la qualità delle azioni. Tendiamo a fare tante cose diverse piuttosto che prenderci il tempo per riflettere su cosa sta funzionando. 

Cosa succederebbe se invece di continuare con la nostra routine attuale e suddividere la nostra attenzione tra tante piccole attività, riflettessimo sulle cose che producono i migliori risultati al lavoro e nella nostra vita privata? 

Nel mondo del business e delle startup esiste un principio chiamato “double-down”, che consiste proprio in questo: giocare al rialzo solo sulle cose che funzionano. 

Come si applica

Fai una lista di tutte le attività che compi durante la giornata e comincia a tracciare tutto per 15-30 giorni. 

Includi tutto ciò che fai da quando ti svegli a quando vai a dormire. 

Al lavoro, cerca di raggruppare attività simili sotto la stessa macro-categoria, anche quando appartengono a progetti diversi. 

Per esempio, se stai lavorando sulla strategia dei progetti A,B,C, classifica questo tempo sotto lo stesso insieme. Alla fine di questo periodo di test, misura l’efficacia di ogni categoria di attività assegnando un punteggio da 1 a 5. Rimuovi tutto ciò che è inferiore a 4 e cerca di riempire le tue giornate di quanti più 4 e 5 possibili. 

Un esempio concreto

Da anni al lavoro traccio le attività su cui passo il mio tempo. Questo mi ha consentito di comprendere dove perdo la maggior parte di energia e cosa devo cercare di eliminare dalla mia agenda o quantomeno delegare. 

Per esempio, tempo fa ho scoperto di passare circa il 60% della giornata lavorativa in riunioni. Da quel momento ho cominciato a cancellare i meeting non fondamentali, chiedere di essere escluso da quelli in cui la mia presenza non era necessaria e accorciare le riunioni da 60 a 30 minuti quando possibile. Prova ad applicare la stessa logica con la tua agenda. 

 

Trova il tuo 1%

trova il tuo 1%

Ci sentiamo dire di continuo che ognuno di noi ha un talento nascosto o capacità superiori alla media in un determinato campo. La cosa complessa da fare è comprendere quali siano. Quando “giochiamo in casa”, facendo leva sui nostri punti di forza, sulle nostre competenze e i nostri talenti, riusciamo a ottenere risultati ben superiori alla media. 

Come si applica

Decidi in quale campo vuoi giocare e come vuoi giocare. Identifica i tuoi super-poteri, le capacità rispetto alle quali sei nell’1% della tua categoria. Quali cose ti riescono così bene da eccellere? 

Chiediti dove puoi esprimere i tuoi risultati migliori. Per capire quali sono queste caratteristiche, prova a pensare cosa ti riesce semplice, dove hai ottenuto risultati migliori in passato e quali sono le attività su cui hai ricevuto il feedback migliore da coloro che ti stanno accanto. 

Un esempio concreto

Per molto tempo mi sono dedicato ad attività professionali che mi riuscivano discretamente bene, ma in cui non riuscivo ad eccellere. 

Poi ho portato avanti due iniziative importanti per comprendere meglio me stesso. La prima si chiama Strengths Finder, ovvero un test riconosciuto a livello internazionale che aiuta i dipendenti delle aziende più grandi a trovare i propri punti di forza in termini di soft skills e hard skills. 

La seconda consiste in un’analisi dei propri punti di forza, sia interna (in cosa io credo di essere capace) che esterna (le abilità che gli altri mi riconoscono). Dall’incrocio di questi elementi ho ricavato una lista delle 3 abilità in cui riesco ad eccellere (se lo vuoi sapere sono capacità di ricerca e analisi, capacità di ascoltare, capacità di raggiungere risultati). 

Sulla base di questa nuova consapevolezza, ho cambiato lavoro in modo da fare molto di più di ciò che mi consente di esprimere il mio 1%, e molto di meno di tutto il resto.  

 

 

Il principio 90/10

come prendere decisioni migliori- il principio 90/10

Nella società moderna, la maggior parte di noi vuole ottenere risultati immediati. La verità è che per raggiungere traguardi importanti non esistono scorciatoie e l’impazienza non è una strategia vincente. 

Fallire spesso e tanto è sì una strada dolorosa, ma anche più efficace nel percorso verso il risultato. Per migliorare dobbiamo imparare ad accettare il rifiuto, gli errori e le cadute, concedendoci lo spazio di sbagliare. 

Uno dei modi più semplici per farlo dal punto di vista mentale è accettare che nel 90% dei casi tenderemo a fallire, mentre solo il 10% delle occasioni si trasforma in vittoria. 

Un altro metodo per rinforzare questo approccio è pensare che, nel perseguire le ambizioni più grandi, i primi 100 tentativi non contano assolutamente nulla: concediti di sbagliare 100 volte e comincia a contare solo dal tentativo numero 101. 

Come si applica

Ogni 90 cadute otteniamo 10 risultati positivi. In 9 casi su 10, quello che proviamo a fare non funzionerà, ma se continuiamo a tentare, almeno una opportunità si tradurrà in successo. 

Non si tratta di una equazione matematica, ma piuttosto di un semplice modello per aiutarci ad accettare il fallimento (che poi significa insegnamento). Sapere che la maggior parte delle volte andrà male, ci aiuterà a saper aspettare l’occasione giusta. 

Ciò non significa trovare una scusa per non impegnarci a fare le cose al nostro meglio, ma piuttosto accettare che il percorso non è immediato. Col tempo e con gli insegnamenti derivanti dagli errori, riusciremo a migliorare la ratio e diminuire la percentuale di cadute necessarie per arrivare all’obiettivo.

Un esempio concreto

Per mesi, forse anni, ho condiviso riflessioni e contenuti su varie piattaforme digitali. Uno dei miei scopi era comprendere quali argomenti e quale formato di presentazione di un’idea avessero un migliore riscontro pubblico. 

In particolare su Linkedin ho condiviso ogni tipo di contenuto: da quelli più tecnici, a contenuti più visuali, caroselli, guide, articoli o semplici riflessioni. Il 90% di questi ha ottenuto un riscontro minimo, mentre 1 formato in particolare ha ottenuto un livello di interazione del 65% più alto rispetto alla media: si tratta di riflessioni nuove su principi già esistenti, applicabili al mondo professionale. La presentazione in frasi brevi di un’idea con una nuova veste, condita dall’esperienza personale, ha rappresentato il mio 90/10.  

 

Rivivi gli anni d'oro

come prendere decisioni migliori - rivivi gli anni d'oro

Viviamo in un mondo frenetico che, tra le altre cose, lascia poco spazio al pensiero. Una delle conseguenze più drammatiche dello stile di vita moderno consiste nella perdita di contatto con ciò che ci ha fatto stare bene o ci ha reso felici. 

Il senso di responsabilità rispetto a doveri imposti da terzi (e spesso anche da noi stessi) ci porta a cancellare le tracce che abbiamo lasciato nel percorso verso la realizzazione di noi stessi. 

Ma esiste un modo per interpretare il nostro presente secondo nuovi schemi: rivivere i nostri anni d’oro. 

Come si applica

La soluzione per ritrovare l’equilibrio e creare le condizioni necessarie ad esprimere il nostro lato migliore sta nel tornare indietro e riflettere su ciò che ci ha fatto stare meglio. Ripercorrere i nostri “anni d’oro” e portare quello stato mentale nel nostro presente. 

Cosa sono gli anni d’oro? Sono quei momenti della nostra vita passata (o presente!) in cui ci siamo sentiti pieni, appagati, equilibrati, motivati, energici. Fai una lista delle cose che facevi quando hai raggiunto il tuo “picco” in passato. 

Dove vivevi? Cosa facevi durante il giorno? Quali attività ti davano più gioia? Con quali persone condividevi il tuo tempo? 

E no, non mi riferisco alle serate passate sul divano a guardare la tv, ma piuttosto a momenti in cui hai capito di stare facendo la cosa giusta, nel luogo giusto, al momento giusto.  

Un esempio concreto

Come molti ragazzi della mia generazione, ai tempi dell’università sono andato a studiare all’estero, attraverso il programma Erasmus. Grazie a questi accordi universitari internazionali, ho potuto vivere e studiare in altre città come parte integrante del programma curriculare. 

A 21 anni sono andato a vivere in Spagna e per la prima volta nella mia vita ho avuto modo di comprendere cosa volesse dire vivere da solo, con tutti i benefici e sacrifici che comporta la conquista della libertà. 

Di quegli anni ricordo con chiarezza due aspetti: la grande motivazione che sentivo mentre studiavo all’interno del campus universitario e l’interesse profondo che provavo nel conoscere, ascoltare e comprendere il vissuto di persone con una cultura diversa dalla mia. 

Questi due elementi – la ricerca e la comprensione di comportamenti umani – sono indelebilmente associati ad emozioni positive, che posso ricercare, richiamare e re-instaurare nella mia vita quotidiana.

 

Metti in pratica quello che impari

come prendere decisioni migliori - metti in pratica quello che impari

Nella maggioranza dei casi, le persone razionalizzano troppo e applicano poco. Questo fenomeno è conosciuto come “illusione del risultato”, ovvero illudersi di poter raggiungere un risultato diverso attraverso le informazioni appena acquisite. 

Per ottenere risultati concreti, la pratica aiuta molto di più della teoria. Quando le informazioni sono puro intrattenimento passivo si trasformano in una forma di procrastinazione e non vengono assimilate. 

Come si applica

La prossima volta che ti trovi a studiare un argomento, acquisire competenze su una nuova materia e approfondire la ragioni dietro un comportamento, prova a chiederti: “Mi sto perdendo nella teoria, evitando la pratica”? 

Prova invece a dedicarti ad un progetto reale attraverso il quale mettere in pratica le nozioni che hai in testa.

Un esempio concreto

Anni fa passavo ore ed ore a studiare nuove strategie di marketing, spesso finendo per riempirmi la testa di nozioni teoriche tratte dall’esperienza altrui. Mi sono reso conto che l’80% delle informazioni che studiavo non riuscivo a padroneggiarle per mancanza di applicazione. 

Quando ho cominciato a sperimentare e metterle in pratica nel mio lavoro giornaliero, le ho assimilate in maniera duratura. Ho aggiunto dettagli e sfumature nuove ai concetti originali, traendoli dalla mia personale esperienza. 

 

Proponi le cose almeno due volte

Proponi le cose almeno due volte

La maggior parte delle persone sono, in un modo o nell’altro, impaurite dal rifiuto e dal sentirsi dire di “no”. Alcuni studi fatti sul cervello hanno dimostrato come queste esperienze di sofferenza psicologica attivino le stesse aree del cervello coinvolte nella sofferenza fisica. 

Ci sono due ostacoli da superare quando vogliamo proporre o ottenere qualcosa da qualcuno, sia che si tratti di una risposta, di un feedback, di aiuto o di informazioni. Il primo consiste nel chiedere, ovvero superare la paura di fare una domanda al nostro interlocutore. 

Il secondo consiste nel continuare a perseguire l’intento originale. Se ci pensiamo bene, in realtà, non chiedere ci costringe a rimanere nella situazione attuale, mentre chiedere o proporre qualcosa è un’azione che porta solo benefici: alla peggio non cambia nulla (dovremo accettare psicologicamente il “no” ricevuto); alla meglio cambia tutto. I benefici maggiori arrivano quando ci spingiamo un passo oltre. 

Se non ci limitiamo a proporre una volta, ma anzi persistiamo nel nostro intento in caso di mancata risposta e proponiamo la stessa domanda almeno due volte, aumentiamo le possibilità di ottenere riscontro. Ci possono essere mille motivi per cui una persona non ci ha considerato: impegni, mancanza di tempo, scarsa comprensione o dimenticanza. Non assumiamo nulla e facciamo almeno due tentativi.

Come si applica

Quando vuoi proporre a qualcuno un’iniziativa, non avere il timore di chiedere. Supera immediatamente il primo ostacolo, quello della richiesta, facendo il passo più importante: proponi o richiedi un’informazione in maniera semplice, concisa e amichevole. 

Nel momento in cui non riceverai risposta, prova a richiedere nuovamente la stessa cosa, con la stessa gentilezza o con ironia. Questo aumenterà le tue possibilità di successo nel ricevere una risposta o un chiarimento. Se anche riceverai un rifiuto, ti sarà utile capire il perché, in modo da perseguire il tuo obiettivo con un altro approccio.

Un esempio concreto

Questo principio funziona bene sia nelle relazioni interpersonali che in quelle lavorative. Al lavoro mi è capitato molte volte di non ricevere risposta ad email importanti ed urgenti riguardo alla consegna di una presentazione o di un progetto. Invece che aspettare e sperare in una risposta probabilmente tardiva, ciò che mi ha aiutato è stato chiamare la stessa persona via telefono o incontrarla di persona per chiedere feedback. Allo stesso modo, nelle relazioni interpersonali, fare nuovamente la stessa domanda con ironia mi ha consentito di allentare la tensione comunicativa e mettere l’altra persona in una condizione tale da condividere in tranquillità la propria risposta, positiva o negativa.

 

Espandi il territorio della fortuna

espandi il territorio della fortuna

Appiccichiamo di continuo etichette a coloro che ci stanno attorno, in base agli avvenimenti esterni. Una di queste etichette riguarda lo status di “fortunato” e quello di “sfortunato”. 

Ma la fortuna non è uno status, la fortuna si può espandere. Naval Ravikant, imprenditore e investitore americano, lo spiega molto bene: la fortuna si crea, non si riceve dall’alto. Per aumentare le chance di essere fortunati, dobbiamo creare le condizioni giuste ed espandere il territorio della fortuna. 

C’è una grossa differenza tra chi si siede e spera che a un certo punto arrivi la sua occasione e chi invece ogni giorno si adopera per creare le condizioni in cui la fortuna possa prosperare. L’azione crea più occasioni e all’aumentare delle occasioni aumentano le possibilità che la fortuna ci metta il suo zampino. Azioni, occasioni, fortuna.

Come si applica

Inazione significa non solo pigrizia e procrastinazione, ma anche minori probabilità di successo. Nel caso in cui tu stia opportunisticamente cercando il tuo colpo di fortuna, l’approccio migliore consiste nel fare. 

Metti in pratica il tuo progetto, rispondi a quella email, mangia quel pasto salutare, scrivi quell’articolo, produci quel video, concludi quella strategia. E poi fallo ancora. Quando aumenterai il numero di azioni compiute, imparerai cose nuove e moltiplicherai le possibilità di ricevere aiuti inaspettati dalla sorte. Crea lo spazio necessario affinché la fortuna possa darti una mano.

Un esempio concreto

Ho lavorato nel digital marketing per molti anni, ma i risultati più significativi li ho raggiunti quando ho iniziato ad avere un approccio attivo rispetto alle opportunità. Ho partecipato a molti bandi per vincere premi rilasciati ai migliori casi di studio. Nonostante quello dei titoli e premi sia un ambito estremamente competitivo, in cui non serve solo la competenza ma anche una buona dose di fortuna, ho deciso di provare. 

Ho inviato la mia candidatura a Google per un caso di studio sul Google Advertising. Poche settimane dopo ho ricevuto la notifica che la mia applicazione era stata selezionata tra le finaliste. La settimana successiva sono stato scelto come vincitore di un premio conosciuto come “Google Honours”. Oltre ai risultati e alla capacità di redigere un buon caso studio, uno dei fattori differenzianti è stato la fortuna. 

La fortuna di aver applicato per una categoria di casi di studio di nicchia e di aver lavorato con un’azienda che mi ha lasciato libero di sperimentare con un nuovo approccio. La fortuna ha trovato il suo spazio.

"Ways to get lucky:

• Hope luck finds you. 
• Hustle until you stumble into it. 
• Prepare the mind and be sensitive to chances others miss. 
• Become the best at what you do. Refine what you do until this is true. Opportunity will seek you out. Luck becomes your destiny. "


Chiedi consiglio a persone più in gamba di te

chiedi consiglio a qualcuno migliore di te

Il nostro tempo viene assorbito dalle abitudini che abbiamo acquisito nel corso degli anni

Spesso accade che, dopo mesi o anni di applicazione di questi schemi comportamentali, magari con risultati poco soddisfacenti, ci chiediamo dove stiamo andando o cosa stiamo facendo. 

Il miglior modo per trovare una risposta è chiedere consiglio a qualcuno più in gamba di noi. Per questo è fondamentale scegliere attentamente le persone con cui stringere relazioni. I nostri risultati sono infatti influenzati dalla qualità del nostro network sociale. Siamo il prodotto delle idee da cui ci lasciamo contaminare. 

I più grandi strumenti a nostra disposizione in questo contesto sono il networking offline e i social media

Con networking offline si intende lo stringere relazioni con persone che ci possono arricchire, organizzando incontri nella vita reale. 

I social media invece ci offrono l’opportunità di entrare in contatto con coloro che non conosciamo o non vivono nel stesso luogo fisico. Uno dei grandi vantaggi dei social media è la possibilità di scegliere con chi creare una connessione, avendo potenzialmente a disposizione il mondo intero come interlocutore. Tramite i consigli di chi ha già sbagliato e ha già affrontato la strada che stai percorrendo, potrai crescere e imparare più in fretta. 

Come si applica

Per migliorare i tuoi risultati, cambia innanzitutto le fonti che ti influenzano. Se i nostri output sono frutto della qualità degli input, la selezione degli input è il fattore che più contribuisce al loro impatto. 

Scegli i tuoi mentori e fatti contaminare dalle loro idee, dai loro comportamenti e dai loro risultati. 

Circondati di persone migliori di te che hanno già raggiunto i risultati a cui ambisci. Entra in contatto con loro e crea una relazione. 

Chiedi loro consigli e feedback su come potresti migliorare ciò che stai facendo, sia esso un progetto reale o un’idea futura. 

Fai loro molte domande e cerca di imparare dai loro errori passati. 

Come farlo? Proponi loro un caffè o un pranzo se si tratta di connessioni professionali che già conosci; organizza un’attività se si tratta di amici o di persone con cui hai già un contatto; se si tratta di personaggi pubblici che non conosci, utilizza i social media, lascia un commento ad un contenuto che apprezzi o manda loro messaggi in privato attraverso i quali scambiare idee. 

E anche se scegli di non compiere nessuna delle azioni precedenti, semplicemente segui il loro lavoro e le idee che condividono. Crea intorno a te un ecosistema di pensiero che ti aiuti a migliorare.  

Un esempio concreto

Da quando ho cominciato a lavorare nel mondo del marketing digitale, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con professionisti incredibilmente talentuosi. 

Lavorando spesso con società e brand internazionali, mi sono confrontato con mentalità differenti, ognuna con la propria visione della realtà. Nella società di consulenza per cui ho lavorato c’è sempre stato un legame molto forte tra colleghi e, anche dopo aver cambiato percorso, siamo rimasti in contatto. 

Come? Tra le altre cose, abbiamo creato un gruppo di messaggistica privato (utilizzando l’applicazione Slack) tramite il quale condividiamo domande, idee, strategie e casi di studio legati a tutto ciò che impariamo dai nostri progetti. 

Inoltre, ogni volta che uno di noi ha una domanda o ha bisogno di un consiglio da parte del gruppo, abbiamo un canale dedicato tramite il quale possiamo letteralmente attingere al “cervello” altrui, ricevendo il punto di vista di ognuno sull’attività in questione. Grazie a questi consigli, riusciamo a capire se stiamo andando nella direzione giusta nel minor tempo possibile.

 

Indossa il tuo anello segreto

Indossa il tuo anello segreto

Ognuno di noi ha un anello segreto. L’anello segreto non è altro che un oggetto, un mezzo, una porta di accesso all’espressione della propria personalità e del proprio sistema di valori, senza filtri. 

È il nostro mantello da supereroe. L’anello è un esempio di un oggetto o un indumento che amiamo indossare e che ci fa sentire a nostro agio. Ognuno ha il proprio: può essere il nostro maglione, orecchino, vestito o camicia preferita. 

Molte delle personalità imprenditoriali più popolari degli ultimi decenni avevano un “anello segreto”: dal dolcevita scuro di Steve Jobs, alla camicia da cowboy di Chris Sacca, alla t-shirt di Mark Zuckerberg, al maglione di Sergio Marchionne.  

Come si applica

Qual è il tuo anello segreto? Hai un indumento, un oggetto, un gadget a cui sei particolarmente legato/a? 

Ogni volta che vuoi esprimere la tua personalità in maniera genuina, profonda e sicura, indossalo. La verità è che la presenza di quell’oggetto non fa la differenza di per sé, ma è l’idea associata ad esso che ci consente di sbloccare i meccanismi psicologici necessari ad accedere a quello stato mentale. 

Quando lo indossi, ti sentirai a tuo agio nel mostrare con sicurezza la tua vera pelle. 

Un esempio concreto

Non ti nascondo che il mio oggetto preferito era proprio un anello, motivo per cui ho scelto proprio questo titolo. Molti anni fa, mentre vivevo in Germania, ho comprato un anello di metallo con una minuscola pietra blu al centro. 

Oltre a piacermi molto esteticamente, per qualche motivo mi dava molta sicurezza, era il mio totem. Era come se attraverso quell’anello riuscissi ad esprimere meglio quello che avevo dentro. Era un veicolo per manifestare la mia personalità. 

Senza anello, avevo la sensazione di perdere parte della sicurezza interiore che mi conferiva. La buona notizia è che, col tempo, possiamo imparare ad interiorizzare quello stato d’animo. 

 
 

Scomponi in pezzi più piccoli

Scomponi in pezzi più piccoli

Quando pianifichiamo un progetto ambizioso, è facile arenarsi ancor prima di cominciare. Questo succede perché ci rendiamo conto di quanto lavoro dovremo portare a termine affinché la nostra idea veda la luce. Il problema è duplice: da una parte ci concentriamo solo sul risultato finale e non sul processo, dall’altra non riusciamo a scindere le attività dalle loro componenti

Esiste un principio utile a superare questi ostacoli, ripreso in diverse forme da numerosi metodi di configurazione degli obiettivi. Alla base di ognuno di essi c’è una regola chiara: scomporre le attività nelle loro componenti più semplici e portare a termine piccole azioni in maniera costante. 

Come si applica

Uno dei metodi di pianificazione degli obiettivi si chiama OKR (acronimo che sta per “Objectives and Key Results”). Il principio alla base di questa metodologia richiede di definire obiettivi precisi e azioni dettagliate che ci aiutino a raggiungerli (dai un’occhiata a questo video). 

Comincia col definire il tuo obiettivo macro. In cosa consiste? Cosa vuoi ottenere? Che caratteristiche avrà il risultato finale? Successivamente, concentrati sulla definizione delle azioni necessarie a raggiungere l’obiettivo. Quali risultati individuali dovrai ottenere perché l’obiettivo sia raggiunto? 

A questo punto, fai un piano di tutte le singole attività che devi compiere e suddividile in un piano mensile e settimanale. In altre parole, distingui la strategia dalla pianificazione e la pianificazione dall’esecuzione. Ogni giorno, focalizzati solo sul processo, ovvero sul portare a termine un’attività precisa. Pensa al tuo obiettivo come a un puzzle: ogni attività è un piccolo tassello e l’obiettivo è il disegno finale. 

Un esempio concreto

Per anni ho lavorato come Project Manager presso aziende molto grandi i cui progetti richiedevano una pianificazione dettagliata, con scadenze precise. 

Spesso per portarli a termine ho dovuto lavorare con team molto grandi e decine di persone coinvolte. Per semplificare il lavoro, per ogni progetto andavo a organizzare una lavagna (fisica o digitale), contenente tutti gli obiettivi. Sotto ogni obiettivo, facevo una lista di ogni singola micro-attività necessaria a completarlo. 

Assegnavo poi un responsabile ad ogni attività e pianificavo la data di inizio e di completamento. Ogni settimana, insieme al team, tenevamo traccia del progresso di ogni attività micro. Questo ci dava gli strumenti necessari a gestire il progetto in maniera accurata. 

 

Conclusioni

Ecco, questa è la mia selezione. 

Ho condiviso 10 dei 25 principi che applico più spesso, senza tentare di fornire una lista completa ed esaustiva che, come avrai già intuito, non esiste.

Esistono solo esperienze personali e contestuali, alle quali possiamo decidere di applicare modelli appresi dal nostro passato o da persone che hanno fatto un percorso simile al nostro. 

Ma ora tocca a te. 

Hai mai pensato a quali principi applichi nella tua vita quotidiana ogni volta che devi prendere una decisione? 

Se vuoi approfondire, puoi ricevere la guida completa sui principi del cambiamento compilando il form qui sotto.

Al suo interno troverai 25 principi e modelli mentali divisi in 4 categorie:

  • Come prendere decisioni migliori 
  • Come migliorare i propri risultati
  • Come comprendere meglio sé stessi
  • Come gestire preoccupazioni e rifiuti

Ti aspetto nei commenti! 👇

25 Principi per migliorare la qualità della tua vita

Venticinque principi per il cambiamento pratici e concreti. Idee azionabili per prendere decisioni migliori, comprendere meglio sé stessi, gestire preoccupazioni e rifiuti, migliorare i propri risultati.

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