Come raggiungere i propri obiettivi

Come raggiungere i propri obiettivi annuali

Come facciamo a raggiungere gli obiettivi che ci poniamo a inizio anno?

Sembra una domanda banale, scontata, semplice, quasi noiosa ma in realtà è la chiave per comprendere come effettivamente riuscire a raggiungerlo spesso ci scontriamo con la realtà dei fatti e la realtà dei fatti ci dice che partiamo l’anno con i migliori propositi le migliori intenzioni vogliamo spaccare il mondo. 

Poi però nel corso dell’anno ci perdiamo nei nostri impegni e i nostri pensieri perdiamo di vista quelli che sono gli obiettivi che avremmo sperato di poter raggiungere a gennaio.

Ecco, in questo articolo vedremo proprio questo: come raggiungere i propri obiettivi annuali.

Indice

Il problema

 In realtà il problema è molto semplice.

Il fatto è che non siamo riusciti a pianificare in maniera corretta e precisa gli obiettivi chiave per poterli effettivamente raggiungere e semplicemente seguendo un sistema, un processo, un framework.

La verità è che siamo in grado effettivamente di raggiungerli, ed è molto più semplice di quanto sembri.

Il problema sta semplicemente nel metterci abbastanza impegno ad inizio anno nel superare quelli che sono gli ostacoli interni che abbiamo nell’aggiungere un po di pensiero un po di pianificazione dietro i nostri obiettivi.

La maggior parte della gente non riesce a farlo ma se rendiamo questo sistema questo processo semplice allora riusciremo a finire l’anno in maniera molto più soddisfacente rispetto a come l’abbiamo iniziato. 

Qui sotto ti faccio vedere quello che è il metodo che io personalmente utilizzo. 

Ho anche preparato un template che potrai utilizzare per pianificare i tuoi obiettivi. Ti consiglio di dargli un’occhiata, duplicarlo e completarlo in ogni sua parte. Nel corso dei mesi, controllalo in maniera ricorrente. Lo trovi qui.

L'analisi annuale

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Innanzitutto partiamo dalle premesse. 

Come possiamo definire un sistema o un metodo senza avere analizzato l’anno precedente?

È praticamente impossibile. 

Quindi il primo step ancora prima di andare a definire i nostri gol per il prossimo anno dobbiamo fare un’analisi di ciò che ci è successo nei 12 mesi precedenti. 

Come possiamo farlo?

Puoi seguire le indicazioni e il sistema che ho descritto in un altro video che appunto tratta il tema dell’archivio annuale. 

Dopo avere terminato l’analisi dell’anno precedente dobbiamo farci alcune domande.

Le domande che hanno funzionato meglio per me sono le seguenti.

Che cosa siamo riusciti a fare particolarmente bene che cosa siamo particolarmente bravi a fare?

Qual è l’area che ci ha dato più soddisfazione che ci ha premiato di più? Perché è importante? 

Nel definire gli obiettivi per il prossimo anno dobbiamo anche essere consci di quello che ci riesce bene e questa consapevolezza ci darà la possibilità di ottenere risultati esponenzialmente più grandi l’anno prossimo.

Essere consapevoli delle proprie competenze e delle proprie passioni ci dà anche la possibilità di definire obiettivi ancora più ambiziosi nel corso dei prossimi 12 mesi. 

La maggior parte delle persone tende a porsi degli obiettivi inimmaginabili senza prestare attenzione a quello che già gli riesce bene. Focalizzandoci invece su questo, puoi riuscire a diventare ancora più bravo/a. 

Diventare uno dei migliori ti darà poi la possibilità di avere accesso a dei risultati. Delle soddisfazioni non comuni. 

Un’altra domanda che mi faccio ogni anno riguarda gli esperimenti. 

Quali sono gli esperimenti che ho effettuato nel corso dell’anno che si sono rivelati particolarmente utili?

Dare un occhio agli esperimenti è fondamentale, così come sperimentare quante più cose nuove possibili. Idealmente vogliamo testare un esperimento diverso, fare un’azione differente ogni singolo giorno, in modo da avere accesso a una serie di informazioni e di feedback che non potremmo ottenere se continuiamo a fare le stesse cose. 

Questa è una pratica che ho cominciato a fare nel corso degli ultimi due anni e davvero si è rivelata utilissima. Mi aiutato a comprendere quali micro-miglioramenti posso portare nella mia vita quotidiana sia nell’ambito personale che professionale, quello della salute e delle relazioni.

Capire quali sperimenti riescono e quali falliscono pone le basi per configurare degli obiettivi più ambiziosi il prossimo anno. 

Le ultime domande da porci, utilissime per avere una visione più chiara di dove vogliamo andare, sono: 

Nel corso dei prossimi mesi e dei prossimi anni cosa vorrei raggiungere, se non ci fossero dei limiti a ciò che è possibile? 

Qual è la visione di noi stessi e delle nostre giornate tra cinque anni?

Cerchiamo quindi di immaginare la nostra vita e la nostra giornata perfetta tra 5 anni. In che cosa consiste? 

Queste riflessioni magari non ci fanno raggiungere la nostra meta ideale,  ma se non altro ci fanno percorrere la strada corretta verso risultati significativi e degni di nota, in linea con i nostri valori. 

All’interno di questo documento troverai varie sezioni. 

Andiamo adesso a vederle una ad una. Ognuna di queste avrà un ruolo diverso e contribuisce a definire l’obiettivo per il nostro anno.

Cominciamo.

 

Dai un titolo al tuo anno

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La prima sezione riguarda il titolo. 

Dare un titolo al nostro anno ci darà la possibilità di definire un focus su cui ci vogliamo concentrare. Dare un tema a questo 2021 ci consente di capire che cosa è davvero importante. 

Dunque definiamo come si chiamerà quest’anno e quale sarà il suo tema principale: potrebbe riguardare per esempio il lavoro, la famiglia, un progetto personale. 

Esempio: Voglio diventare un consulente freelance lavorando da remoto. 

Scriviamo ora il titolo dell’anno: 

Esempio:  “L’anno della svolta” o “l’anno del nomadismo digitale”.

Le linee guida

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A questo punto andiamo a fare un breve riassunto dei principali obiettivi o sotto obiettivi. 

Vale a dire gli obiettivi secondari al tema principale per il 2021. 

Facciamo una descrizione anche discorsiva delle principali aree/categorie e degli obiettivi che vogliamo ottenere per ognuna di esse. 

Per esempio, le mie riguardano la possibilità di dedicarmi quanto più possibile ai miei progetti personali e produrre almeno quattro video contenuti al mese
Inoltre, voglio continuare a lavorare su alcuni dei più importanti progetti professionali e consolidare alcune relazioni particolarmente importanti per me. 

A questo punto puoi andare a definire le tue linee guida

Presta attenzione a questa sezione, perché fondamentale. 

Andiamo a declinare a descrivere in maniera più precisa le linee guida in termini di risultato finale e cosa vogliamo raggiungere durante l’anno:

 

  • Che risultati vogliamo raggiungere dal punto di vista professionale 
  • Quali risultati vogliamo dal punto di vista personale
  • I risultati che voglio raggiungere dal punto di vista emozionale
  • Quali risultati voglio raggiungere dal punto di vista finanziario

Per quanto mi riguarda queste aree sono molto chiare:

 

  • Professionale: voglio sviluppare molto di più la mia attività consulenziale
  • Personalevoglio tornare a viaggiare. 
  • Emozionalevoglio stringere relazioni più forti con i nemici e le persone che mi sono più più care. Voglio dedicare molto più tempo alle relazioni rispetto a quello che ho fatto nell’anno precedente. 
  • Finanziario: voglio cominciare ad investire in Stock, ETF, Cryptovalute e utilizzare un saving account
  • Salutevoglio continuare a mangiare in maniera salutare, concedendomi un “cheat day” (giorno in cui mangio qualsiasi cosa) ogni settimana e tornare a correre, curando la mia tendinite e a fare triathlon come facevo tempo fa

 

Costruisci i pilastri annuali

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La prossima sezione è molto simile a quella precedente e riguarda i pilastri. 

Quali sono i pilastri più importanti che ti possono aiutare a raggiungere i tuoi obiettivi nella tua vita di tutti i giorni

In altre parole, quali sono le attività quotidiane che ti faranno crescere?

In questa sezione andiamo a identificare gli strumenti da aggiungere alla nostra cassetta degli attrezzi. Sono delle leve che ci supportano e ci accompagnano, facilitandoci il compito.

I miei pilastri più importanti sono ad esempio:

  • Lettura: che il tipo di libri voglio leggere
  • Routine mattutina: che cosa vorrei cambiare nelle mie routine mattutine. Che cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Cosa voglio fare quando mi sveglio
  • Abitudini e Hobbies: le abitudini giornaliere, gli hobby e le passioni. Come mi voglio rilassare e tenere in forma. Questo mi dà la possibilità di definire esattamente quello che voglio fare durante la giornata
  • Networking e Feedback: da chi vorrei ricevere un feedback, un commento o una dritta. In sostanza, chi vorrei prendere come punto di riferimento per ricevere una guida. Come si dice, il miglior modo di imparare qualcosa è chiedere a qualcuno che ha già compiuto errori
  • Aiuto: a chi voglio chiedere supporto. Molto spesso ci dimentichiamo che chiedere aiuto a qualcuno è la maniera migliore e più rapida per ottenere dei risultati significativi e molto spesso non lo facciamo per paura di chiedere. 
  • Rischi: a quali rischi mi voglio esporre, quali rischi calcolati voglio prendere. Ovviamente non dovremmo non dobbiamo essere spericolati investendo tutto il nostro capitale monetario o intellettuale in qualcosa che già sappiamo che non andrà a funzionare

Arrivati a questo punto, siamo pronti per la prossima sezione, nella quale ci andremo a occupare dei principi alla base delle nostre azioni.

Definisci i principi

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Quali sono i valori in cui credi?

Scrivi quali sono. Qual è il minimo comune denominatore in termini di valori che vuoi applicare a tutti gli obiettivi che ti sei posto?

Sembra banale, ma in realtà è fondamentale. 

Supponiamo di definire degli obiettivi esclusivamente finanziari, legati a generare denaro, che non corrispondono effettivamente ai nostri valori e a quello che ci dà davvero soddisfazione: probabilmente non riusciremo ad ottenere risultati degni di nota.

Nel mio caso, per esempio, quello che ho compreso dal recente passato riguarda l’importanza delle relazioni. In futuro, quindi, vorrei evitare che la parte lavorativa e professionale prenda troppo il sopravvento rispetto alle relazioni. 

In questo senso, uno dei principi riguarda quindi l’avere un buon bilanciamento tra relazioni e tempo passato al lavoro. 

Un altro principio fondamentale per me è perseguire progetti personali o professionali che abbiano un impatto sociale importante. Quindi non portare avanti soltanto progetti  per soldi, ma anche valutare l’opportunità di collaborare e lavorare su progetti esterni sulla base del loro impatto sul mondo che ci circonda e sulla vita delle persone.

Quali sono i tuoi principi? 

Elenca i tuoi obiettivi

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A questo punto siamo pronti per elencare i nostri obiettivi principali. 

Nell’esempio sopra, ne ho inseriti 10 a titolo indicativo, ma cerchiamo di non di non aggiungerne troppi per assicurarci che siano realmente raggiungibili. 

Diamo poi un titolo chiaro e breve. Il titolo deve essere estremamente descrittivo in modo da darci ispirazione ogni volta che lo rileggiamo. Ogni volta che lo ripetiamo dovremmo avere un’immagine ben definita nella nostra testa di ciò che esso rappresenta. Scegliamo quindi un titolo parlante che ci faccia venire in mente quello che potrà essere il risultato che possiamo ottenere.

Scegliamo al massimo 3 obiettivi per ogni area rilevante che abbiamo identificato nella sezione dei pilastri o più in generale nella sezione delle linee guida.

A questo punto possiamo anche definire degli obiettivi secondari, da perseguire solo quando e se avremo tempo e possibilità. Oppure potranno diventare primari se le nostre priorità cambiano, e in quel caso li scambieremo con un obiettivo precedente. Altrimenti li torneremo a prendere in considerazione in futuro o l’anno seguente.

Adesso siamo pronti per pianificare.

 

Pianifica e prioritizza

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Questa fase è assolutamente fondamentale, in quanto senza pianificazione non riusciremo ad arrivare da nessuna parte.

Una pianificazione chiara consiste nello scomporre gli obiettivi in azioni semplici e precise.

Cosa dobbiamo fare in questa fase? 

Molto semplice, andiamo a suddividere pianificare i nostri goal nei quattro trimestri dell’anno. Lo faremo per evitare di darci degli obiettivi troppo a lungo termine. Senza avere delle date di scadenza precise, definite nel breve e medio termine, infatti, aumenteremo le probabilità di fallimento.

Abbiamo detto di dividere i nostri obiettivi in 4 trimestri, aventi all’incirca 12 settimane l’uno. Quindi:

  • il primo trimestre andrà da gennaio a marzo 
  • il secondo andrà da aprile a giugno 
  • il terzo da luglio a settembre
  • l’ultimo sarà da ottobre a dicembre 

Per ogni trimestre, inseriremo una definizione quanto più possibile precisa e numerica del nostro goal. Per esempio, se vogliamo diventare consulenti dobbiamo definire con quanti clienti vogliamo collaborare al minimo per poter effettivamente cominciare la nostra carriera da freelance.

Quindi se stiamo lavorando per un’azienda inseriamo come obiettivo del primo trimestre “diventare consulente e lavorare con 4 clienti che ci pagano diciamo 1.000 euro l’uno ogni mese”. 

Questo comportamento comporterà ovviamente anche un cambiamento nella nostra vita professionale. Dovremo licenziarci e dovremo trovare questi clienti ma sappiamo esattamente che cosa dobbiamo fare e sopratutto qual è il risultato ultimo da raggiungere.

A questo punto sapremo già quali sono le priorità trimestrali. Sapremo che avremo 12 settimane per portare a termine questi obiettivi. Abbiamo fatto chiarezza rispetto a cosa fare e quando farlo. 

Possiamo anche creare una categoria di “evergreen”, ovvero obiettivi validi durante tutto l’anno. Essi costituiranno le azioni da portare avanti costantemente, a prescindere dal periodo.

Siamo arrivati al punto chiave, il vero segreto per ottenere risultati concreti: le azioni SMART.

 

Decidi le tue azioni SMART

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Dopo aver pianificato le nostre priorità, dobbiamo definire i nostri output.

Gli output sono le azioni concrete da compiere durante il periodo di 12 settimane che abbiamo appena identificato. 

Mi piace definire questi output “azioni SMART”.

Prendono il nome dalla metodologia introdotta da Peter Drucker, la quale viene principalmente applicata agli obiettivi, più che alle azioni. 

Personalmente, mi trovo molto meglio ad utilizzarla per definire azioni concrete, piuttosto che obiettivi più grandi. Mi aiuta ad avere un’idea molto più dettagliata e precisa su quello che concretamente devo fare durante la mia giornata per arrivare all’obiettivo che mi sono posto.

La metodologia SMART prevede che un’azione sia:

  • Specifica
  • Misurabile
  • Realizzabile
  • Realistica
  • Abbia una data di completamento

Consiste nel suddividere l’obiettivo macro in piccole azioni e azioni più semplici e più facili da ricordare e da mettere in pratica. 

Ritorniamo per un attimo all’esempio principale che riguarda il voler cambiare tipologia di lavoro: da dipendente di un’azienda vogliamo diventare consulenti freelance.

Andiamo a definire gli step e le azioni concrete SMART

Se abbiamo l’obiettivo di licenziarci dalla nostra azienda e diventare consulenti freelance dovremmo innanzi tutto trovare i nostri clienti. Come fare?

Possiamo cominciare ponendoci come target un certo numero di chiamate con potenziali clienti, diciamo 3 o 4 chiamate alla settimana. Ci andremo a proporre come consulenti per determinati brand che pensiamo di poter supportare. Sappiamo poi che, se facciamo un buon lavoro, una certa percentuale di queste chiamate conoscitive si convertiranno in una proposta commerciale e una percentuale ancora più piccola di queste si convertì in un cliente.

Questo per far sì di riuscire ad ottenere almeno un cliente pagante al mese, fino ad ottenerne 3 o 4 nel corso dei tre mesi, se siamo persistenti. La cosa importante, come detto, riguarda le caratteristiche dell’azione: essa infatti è specifica, misurabile realizzabile, realistica ed ha anche una data di scadenza. 

Alcune di queste azioni possono anche essere di tipo “SI” o “NO“. 

In questo caso non sono definite in maniera numerica perché è semplicemente o le facciamo o non le facciamo. Un esempio di questa tipologia, ancora legata all’obiettivo di diventare consulenti freelance, è licenziarci: o ci licenziamo, oppure no. Riusciremo a portarla a termine in una in una volta sola, nel momento in cui andremo a parlare con il nostro capo e lo informeremo della nostra decisione.

Ripeteremo lo stesso processo per tutte le altre azioni SMART necessarie a raggiungere gli altri obiettivi. 

Per assicurarci che siamo sulla buona strada, dovremo andare a pianificare delle “riunioni settimanali e mensili” con noi stessi. Lo faremo per controllare lo stato di avanzamento delle attività pianificate durante quel periodo. Quindi almeno una volta al mese (o idealmente ogni settimana) ci ricaviamo 15-30 minuti di tempo per capire a che punto siamo e se dobbiamo cambiare qualcosa nel nostro operato o impegnarci di più. Se le stiamo portando a termine, tutto bene, altrimenti proviamo ad elaborare una strategia alternativa per modificare il nostro comportamento in direzione del nostro obiettivo.

 

Trova i tuoi mentori

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Le ultime due sezioni del documento riguardano l’identificazione dei nostri mentori e la creazione di una Vision Board. 

Partiamo dai mentor. Identificare dei punti di riferimento a livello personale e professionale è fondamentale perché fungono da guide e fonti di ispirazione, ci aiutano a capire meglio come dovremmo comportarci in situazioni difficili o complesse che non saremmo in grado di gestire da soli.

Comportarsi come persone che stimiamo ci può dare una mano a generare idee alternative. Come possiamo farlo? 

Dunque identifichiamo i nostri mentori. 

Possono essere virtuali, persone con cui non abbiamo un rapporto diretto. Magari li seguiamo online, leggiamo la loro newsletter, oppure sono persone che semplicemente ci forniscono idee e ispirazione, ci piace come ragionano e il loro approccio alle cose.

Oppure possono essere persone reali, ovvero coloro che conosciamo o con cui siamo in contatto. In questo caso, tanto meglio perché potremmo avere una vera e propria conversazione. 

Il vantaggio di avere dei mentori è che quando abbiamo un problema possiamo semplicemente provare a ragionare come loro o chiedergli aiuto.

Crea la tua Vision Board

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Cos’è una Vision board?

È un’idea molto visuale di dove vogliamo arrivare. Sono immagini che ci mostrano la meta e che ci stanno particolarmente a cuore. 

Come facciamo a crearla?

Banalmente aggiungiamo immagini di cose, di persone, di luoghi e di ricordi che ci ispirano e che ci danno la motivazione e l’energia di cui avremo bisogno durante il cammino. 

Li andiamo a appendere su un muro o su una lavagna e ogni giorno quando le guardiamo riceveremo la spinta per continuare a portare a termine quelle azioni SMART che abbiamo preso in carico.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine. In questo post abbiamo parlato di un sistema preciso e dettagliato per ottenere risultati importanti, abbiamo cercato di rispondere alla domanda: “Come raggiungere i propri obiettivi?

Spero che questi spunti siano stati utili e mi farebbe piacere sapere se questa struttura ti stia aiutando a definire meglio gli obiettivi che tu puoi raggiungere nel corso dell’anno.

Come gestisci i tuoi obiettivi? Stai già utilizzando un metodo simile (o magari differente)? 

Dai un’occhiata al template completo e comincia ad applicare anche tu questi punti!

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