3 lezioni di marketing da Seth Godin

Indice

Guest Post a cura di Francesco Malvestio

Introduzione

Storie costanti, coerenti e frequenti, indirizzate ad un pubblico allineato, ci faranno guadagnare attenzione, fiducia e azione
Seth Godin, This is marketing

Eh si, ho voluto iniziare la scrittura di questo articolo da una citazione del famoso autore ed esperto di marketing Seth Godin (se non lo conosci, vallo a cercare, perché è veramente bravo).

Come sappiamo, il mondo del marketing è in costante evoluzione e Seth Godin (tra le varie cose, ex Direttore Marketing di “Yahoo”) è riuscito a posizionarsi come figura di spicco da ormai 20 anni.

Seth Godin

Uno dei suoi libri più famosi è sicuramente “This is marketing”, un libro in cui Seth spiega in maniera estremamente logica e precisa che cosa sia il marketing e come debba essere fatto.

Vuoi scoprire (o ripassare) quali sono i concetti chiave del libro?

Beh sei nel posto giusto!

In questo articolo presenterò alcuni dei concetti fondamentali del libro, fornendoti consigli ed esempi pratici per migliorare il marketing del tuo brand.

Sei pronto? Cominciamo

Lezione 1: Marketing fatto “come Seth comanda”

Cosa vuol dire creare valore?

Classica domanda che i marketers ormai si pongono da decenni.

Grande problema da affrontare per chiunque si occupi di comunicazione e vendita del prodotto.

Proprio per questo, il primo punto su cui Seth si concentra è la creazione di valore per il nostro pubblico di riferimento.

In particolare, l’autore ci sfida a superare gli schemi convenzionali del marketing, incoraggiandoci a concentrarci sulla creazione di valore reale.

Infatti egli sostiene che il marketing efficace non si concentra solo sulla vendita immediata, ma sulla creazione di un valore tangibile per la società.

Dobbiamo uscire dalla mentalità dei trucchetti per vendere, dello spam martellante e del comunicare solo per vendere.

Bella la scarcity, urgency e quant’altro, ma il tuo brand non resisterà a lungo se non crea valore duraturo per i clienti.

Secondo Godin la strategia del marketing per 50 anni è stata quella di creare pubblicità che “rubavano” l’attenzione del proprio pubblico per far guadagnare abbastanza soldi ai brand.

Il tutto con lo scopo di comprare ulteriore pubblicità.

Una attitudine che è stata vincente anche per i media, che hanno prosperato nel creare queste “infrastrutture pubblicitarie”, che si basavano (e si basano) sulla “pressione all’acquisto”.

Beh, le cose stanno cambiando.

Marketing= Empatia

Nella nuova era del marketing il cuore sta tutto nell’empatia.

Quindi basta con gli annunci che gridano all’acquisto, per “pressare” e obbligare il pubblico ad agire.

Il nuovo marketing si concentra sul “capire la visione e i desideri dei nostri clienti in modo da connetterci con loro“.

L’empatia deve diventare un’abilità pratica di vedere le persone del nostro pubblico per quello che sono veramente e di «cogliere in loro ciò che sognano di essere».

E poi fornirglielo, facendogli capire che il nostro prodotto è la soluzione giusta per i loro obiettivi e desideri.

Creare empatia con il marketing come consiglia Seth Godin

Ecco perché secondo Seth, dobbiamo smetterla di vedere il marketing come una guerra e come una competizione per l’attenzione delle persone.

In virtù di ciò, dovremmo anche cominciare a cambiare il modo in cui ci riferiamo al nostro pubblico.

Basta con le solite etichette: clienti, prospect, o consumatori.

Questo rende le persone che ci seguono dei “numeri”. E con i numeri non si creano relazioni.

Secondo Godin, coloro che ci seguono o sono appassionati al nostro brand/ prodotto sono degli studenti.
In particolare, sono degli studenti che cercano più informazioni o strumenti per risolvere un problema o per raggiungere un risultato sperato.

Quindi quando offri un prodotto o servizio cosa devi fare?

Devi insegnare loro come raggiungere il loro obiettivo, ispirarli e far parte del loro percorso di apprendimento.

Devi essere colui che ha permesso a loro di raggiungere un “versione desiderata” di se stessi.

In questo modo rimarrai sempre impresso nella loro mente.
Sei stato quel cambiamento positivo che desideravano.

Ripetiamolo a voce alta: relazioni, non transazioni.

Come abbiamo detto, devi essere in grado di saper condividere efficacemente la conoscenza ed ispirare chi ti segue.
Questo significa che, agendo in base alle informazioni o strumenti che hai fornito ai “tuoi studenti”, per loro raggiungere l’obiettivo desiderato sia il più semplice possibile.

Devi “rimuovere” gli ostacoli al loro cambiamento positivo ed ispirarli ad agire.

Ma non è finita qua: approfondiamo la questione.

Il nuovo obiettivo del marketing

Siccome è cambiato il marketing, è cambiato anche il suo obiettivo.

Lo scopo non è più quello di vendere “a tutti i costi”.

Perché?
Beh il rischio è di infastidire un potenziale futuro cliente, che si trova bombardato di pubblicità per un prodotto che non gli serve.

O ancora peggio, gli vendiamo un prodotto che poi non riesce a risolvere i suoi problemi o non gli consente di raggiungere i risultati sperati.

E questo impedirà la creazione di una relazione duratura per il cliente.

Il che significa: meno acquisti futuri e perdita di un cliente (o forse anche di più, visto che probabilmente potrebbe parlarne con amici e parenti)

Il tutto perché abbiamo dato priorità al breve termine (l’incasso) anziché al lungo termine (la creazione di una relazione che avrebbe aumentato il CLTV).

Ma quindi a che cosa serve il marketing?

Beh secondo Seth, l’obiettivo del marketing è quella di far sentire al nostro pubblico la mancanza del nostro messaggio, quando smettiamo di comunicare.

In questo modo, il marketing diventa un’arte, una forma di comunicazione che “risuona nel cuore” degli individui anche quando smette di manifestarsi in maniera evidente.

Pensa agli spot di Nike con atleti famosi in vista di particolari competizioni (ad esempio i mondiali di calcio).

Praticamente c’è “mezzo mondo” che non vede l’ora di guardare il nuovo spot.

Stessa cosa vale per Apple, quando annuncia un nuovo modello di Iphone.

Ecco, il marketing dovrebbe servire proprio a creare una relazione duratura con il tuo pubblico, che non vede l’ora di sapere cos’hai di nuovo da comunicare.

Una relazione talmente forte che si “aspettano” di comprare da te.

Abbandoniamo le etichette di clienti, prospect, o consumatori.
Secondo Godin, coloro che ci seguono sono studenti.
Dobbiamo insegnare loro, ispirarli e far parte del loro percorso di apprendimento.

Questo approccio trasforma la relazione da transazionale a educativa, un concetto che riflette l’importanza di saper condividere efficacemente la conoscenza ed ispirare chi ci segue.

Creare relazioni con il marketing come consigliato da Seth Godin

Il marketing è anche comunicare bellezza

Il lato estetico di un’azienda è cruciale per il suo successo.

Infatti, secondo Seth Godin, la bellezza è un valore naturalmente efficace.

In pratica, se comunichi in modo appagante per i sensi, è molto probabile che il tuo marketing sia anche più efficace quando si tratta di “convertire”.

Per avere successo nel lungo periodo, le grafiche di marketing devono essere professionali.

Cosa vuol dire?
Non di certo che devi essere tutto “imbacchettato” ed “istituzionale”.
Ma solo che i tuoi elementi grafici devono dimostrare che hai cura del tuo brand e che dedichi attenzione ad ogni singolo dettaglio.

Perché?
Beh perché cominciando da questo livello di attenzione e cura, il potenziale cliente sarà molto più propenso a fidarsi di te proprio perché percepisce questi segnali.

Ogni elemento preso singolarmente (il logo, il font dell’insegna, il font usato on-line, la qualità delle immagini sul sito) non è di per sé fondamentale, ma presi insieme, tutti questi elementi grafici e di branding, mostrano professionalità e coerenza.

Possibilmente il font, le immagini, lo stile di comunicazione, devono sempre rispecchiare le persone a cui si rivolgono.
Devono comunicare autenticità e coerenza con il tuo brand.

Useresti ma il font “Comic Sans” e l’immagine di un fulmine per pubblicizzare un servizio di consulenza finanziaria?
Direi di no, visto che si tratta di un servizio che richiede una certa serietà e formalità.

Useresti mai il “Times New Roman” per pubblicizzare un brand sportivo o di drink energetici, fatto per i “ribelli” e per le persone che amano sfidarsi fino all’estremo (tipo Redbull)?
Beh direi proprio di no, dato che questo font difficilmente comunicherebbe rischio, intraprendenza, senso dell’avventura, dato che è uno dei font più classici per comunicazioni istituzionali o formali.

Trova la comunicazione estetica che sia più in linea con i tuoi valori e poi rendita il più curata possibile per attirare potenziali clienti.

Lezione 2: Vuoi fare marketing? Secondo Seth Godin dovresti fare questo

Come probabilmente già saprai, lo storytelling nel marketing è diventato essenziale nel mondo di oggi, a causa dell’ingombro di contenuti promozionali e di pubblicità.

Ma perché raccontare storie e fare storytelling è utile?

Semplice, perché ti distingue per la tua capacità di coinvolgere il pubblico, non spingendo all’acquisto di prodotti, ma creando connessioni significative con potenziali clienti attraverso le narrazioni.

L’essenza dello storytelling risiede nel suo potere di rendere il tuo brand riconoscibile e memorabile, in sintonia con i valori, le emozioni e le aspirazioni del pubblico.

E per fare questo ti serve essere: 1) molto chiaro sui valori e caratteristiche del tuo brand e 2) autentico e corente con i tuoi valori.

In pratica, devi dimostrare ai tuoi clienti che sei effettivamenti chi dici di essere.

Raccontare storie

Qual è il “cuore” del marketing? Qual è quella cosa che ci consente di instaurare relazioni con i nostri “studenti”?

Beh secondo Seth è semplice: raccontare storie

Proprio per questo viene ripreso il famoso detto di un professore di Harvard “la gente non vuole comprare un trapano con una punta da 6mm, vuole un foro da 6 mm”.

Però per Seth Godin questo non è sufficiente perché nessuno vuole fare un foro, la gente vuole che il foro realizzato. Vuole vedere il “lavoro fatto” dal prodotti che intendono acquistare.

Quindi nessuno vuole il nostro prodotto in sé e per sé, vogliono l’emozione che potrebbero provare con il nostro prodotto (senso di appartenenza, prestigio, tranquillità…).
Nel caso del trapano, le persone potrebbero voler provare l’emozione di appendere una foto con i loro cari o un bel quadro.

Come fare per far percepire questo valore?

Raccontare una storia nelle comunicazioni di marketing.
Queste storie rappresentano il modo migliore per evidenziare l’emozione legata al nostro brand/ prodotto perché dovrebbero raccontare i nostri valori, obiettivi ed il perché il nostro prodotto merita di essere acquistato.

Insomma, le storie veicolano le emozioni legate all’acquisto del prodotto, in modo da far percepire al potenziale cliente le sue future sensazioni quando userà il nostro prodotto.

Fare marketing raccontando storie come consigliato da Seth Godin

Marketing= autenticità

Abbiamo visto che devi essere empatico con il tuo pubblico.

Ok, ma cosa significa?

Beh prima di tutto, significa che non bisogna iniziare da una soluzione o da un prodotto, ma da un gruppo di persone ed un cambiamento che cercano di realizzare.

In pratica se non c’è un pubblico che ricerca un certo cambiamento, non c’è mercato.
Quindi non dovresti sviluppare alcun prodotto.

Se non capisci i bisogni del tuo pubblico, ma parti direttamente da quello che vuoi vendergli, è chiaro che non sei empatico. Non capisci di cosa hanno bisogno.

Il che significa che non sei autentico. Perché?
Beh perché stai cercando di vendere una “soluzione” che non è quella che il pubblico a cui ti riferisci sta cercando.

Non stai dimostrando un genuino interesse verso di loro e verso i loro problemi e desideri.
E quindi puoi solo che sognarti delle relazioni durature.

Secondo Seth Godin, nel marketing è importante essere autentici, ogni comunicazione dev’essere umana e far percepire la tua attenzione verso il cliente.
E si, la maggior parte dei brand non si interfaccia in maniera così “umana” con i propri clienti, ecco perché farlo ti farà subito apprezzare e ricordare dai tuoi clienti

Ad esempio, da ogni e-mail di acquisto (o altra comunicazione con il cliente) deve trasparire la gentilezza di chi l’ha scritta ed il suo genuino interesse per la persona che la riceve.

Insomma, bisogna essere empatici ed umani con i propri clienti.

E sai perché?

Perché questo produce relazioni durature con i tuoi utenti.

Ed una volta che si fidano di te e ti apprezzano per un servizio così attento e curato, difficilmente andranno dai tuoi competitors.

Ecco perché Seth ritiene che sia necessario rendere il lavoro personale, aggiungere piccoli aspetti di personalizzazione, arricchire il prodotto con delle esperienze, idee, visioni personali.

In questo modo i clienti percepiranno che stai “mettendo del tuo” per risolvere un loro problema.

Lezione 3: Fai queste 3 attività che Seth Godin consiglia

Secondo Seth Godin, il marketing dovrebbe basarsi sulla comunicazione di una reason why chiara, per poter creare tensione emotiva e formare una tribù.

Cosa vuol dire tutto questo?

Beh vediamolo punto per punto.

1. La reason why

Partire dal perché” direbbe Simon Sinek.

Infatti, prima di cominciare a comunicare, devi capire:

  1. perché stai venendo un prodotto o servizio,
  2. perché potresti essere utile al tuo pubblico
  3. perché sei differente dai competitors esistenti su quel mercato.

Infatti per Seth (ma direi che è abbastanza evidente) è fondamentale che il nostro brand sia in grado di differenziarsi dalla nostra concorrenza.

Altrimenti non saremmo mai in grado di proporre qualcosa di unico e specifico per il nostro pubblico di riferimento.

In particolare, dobbiamo approfondire il concetto di “Reason Why”.

Trovare la propria reason why, come consigliato da Seth Godin

Con “Reason why” intendiamo la “ragione per cui” scegliamo un brand, azienda piuttosto che una qualsiasi altro brand o azienda.
Quindi, quando si crea un prodotto o un brand bisogna avere chiara la “reason why” per i propri clienti, in modo da posizionarsi efficacemente e potersi differenziare .

La reason why guida tutta la comunicazione di un brand o di un’azienda.

Ma chi stabilisce se una reason why è efficace?

Beh non di certo tu.

La reason why è efficace in base a quanto dicono gli altri, a come agisce il tuo pubblico quando interagisce con i tuoi prodotti o servizi.
E cioè se recepiscono ed “interpretano” correttamente il messaggio che il brand voleva comunicare.

Nel marketing, il concetto di “migliore” non esiste, esiste il “migliore per te” o “il migliore per questo gruppo di persone”.

Piuttosto bisogna chiedersi:

  • perché il mio prodotto/servizio potrebbe essere il migliore a produrre un certo risultato/emozione?”,
  • per chi sarebbe il prodotto migliore?”,
  • che tipo di persone amerebbero il mio prodotto?

Facciamo un esempio. Prendiamo in considerazione “Grom”, la celebre catena di gelaterie.
Se ti dovessi chiedere: “perché dovrei comprare da loro e non dalla concorrenza?” Beh molto probabilmente mi risponderesti con la reason why del loro brand.

Ovvero: se compri da Grom, puoi gustare un gelato artigianale, fatto come una volta, non in produzione industriale.
Qual è il messaggio implicito e sottostante che “guida” l’acquisto? Beh siccome il gelato è artigianale, c’è più cura nella produzione e quindi più qualità.
E questo che significa? Che io come cliente, dando particolare attenzione alla qualità, mi sto prendendo cura di me stesso.

Dunque Grom non vende solo gelati, vende esperienze tramite le quali (in modo implicito) il cliente può sentirsi molto più bene con se stesso.

Ecco perché si rivela importante saper dire “questo non è per te”, quindi saper “scremare” i potenziali acquirenti.

La reason why è importante proprio perché:

  1. serve ad identificare le caratteristiche distintive del prodotto e
  2. ti mette in condizione di differenziarti, cioè di dire: “noi non siamo questo, ma siamo questo”, “il prodotto fa questo, ma non quest’altro”.

Non potrai creare mai autenticità se non “restringi” il tuo pubblico in base alle tue caratteristiche distintive.
In effetti, come farai a creare relazioni durature se non prioritizzi i problemi ed i desideri di una specifico gruppo di persone?

Rischierai di “parlare a tutti”. Il che significa a “parlare a nessuno”.

Bene, una volta che hai definito la tua reason why, dovrai comunicarla al tuo pubblico.

Come fare a farlo? Lo vediamo nel prossimo punto

2. Crea Tensione Emotiva

Cosa fa attrarre il tuo pubblico alle tue comunicazioni?

Beh semplice, grazie alle emozioni che riesci a fargli provare.

Ovvero esprimendo le future identità che i tuoi clienti si immaginano di assumere una volta che avranno acquistato il tuo prodotto.

Come far provare emozioni con il marketing?

Beh non di certo esprimendo le caratteristiche del prodotto.

Ci sono migliaia di produttori di scarpe, molti di questi realizzano scarpe di altissima qualità.

Eppure Nike li batte tutti.

Perché?

Perché fa credere a chiunque acquisti le scarpe, che una volta che le avrà indossate sarà simile al proprio atleta o star preferita (che è sponsor di Nike).

I marketer più bravi sono in grado di creare tensione emotiva che spinge le persone all’azione.
In particolare, sanno creare:
a) l’effetto “in” o “out” = o sei dentro o sei fuori, o sei con noi o sei contro di noi; oppure
b) un effetto del tipo “se non agisco mi sto perdendo un’opportunità unica”.

Insomma, sfruttano le emozioni per poter guidare l’utente all’azione.

Il potenziale cliente si dovrà sentire “guidato” all’acquisto guidato da un desiderio ad un cambiamento positivo che solo il tuo prodotto può offrire.

In sostanza, devi essere in grado di rendere il tuo prodotto esclusivo per il segmento di pubblico che stai targetizzando con il tuo marketing.

Ricorda che l’esclusività è una valutazione interna, che devi produrre all’interno della tua “tribù”. Deve essere del tipo: “noi contro di loro”, chi è “dentro” vs. chi è “fuori”.

L’unico modo per ottenere questo è “rompere gli schemi” classici del settore in cui ti trovi e provare a fare qualcosa di veramente diverso per le persone a cui hai deciso di rivolgerti.

Ne parlo in maniera approfondita in questo articolo.

Se con il tuo prodotto proponi le stesse caratteristiche dei prodotti dei competitors, perché mai qualcuno dovrebbe affidarsi a te?

Devi creare un fortissimo desiderio di tensione verso il tuo prodotto o servizio.

Ma come fare ciò? Andiamo a scoprirlo!

3. Creare una tribù

Il modo migliore per fare ciò è comunicando un miglioramento di status e la creazione di una tribù.

Al riguardo, sappi che moltissime analisi delle motivazioni di acquisto online rivelano come il concetto di “status”, evidenziato da Godin, continua a influenzare le decisioni dei consumatori.

La capacità di un brand di migliorare e influenzare lo status personale di ogni cliente è uno dei fattori principali del suo successo.

Pensa ad Apple, se ognuno dei suoi clienti non si sentisse “migliore” dopo aver acquistato un Iphone, credi veramente che avrebbe venduto così tanti telefoni?

Stessa cosa vale per moltissimi brand: Mercedes, Ferrari, Armani, Gucci, solo per nominarne alcuni.

Ma come si fa a comunicare uno status? E soprattutto come lo si difende?

Attraverso la creazione di una tribù.

Cos’è una tribù?

Una tribù è un gruppo di persone collegate tra loro, collegate a un leader e collegate a un’idea. Per milioni di anni gli esseri umani hanno fatto parte di una tribù o di un’altra.
Un gruppo ha bisogno solo di due cose per essere una tribù: un interesse condiviso e un modo di comunicare
Seth Godin

Può trattarsi di una comunità online o offline, e non importa se i membri conoscano o meno tutti gli altri membri della loro tribù.
Avendo qualcosa in comune, ad esempio essendo clienti e “fan” dello stesso brand, automaticamente si sentiranno “più vicini” solo per questo motivo. Molto probabilmente avranno le stesse credenze e saranno pronti a sostenersi a vicenda, proprio perché hanno trovato persone simili a loro.

Ma soprattutto: ciò che li accomuna è il sostegno al tuo brand.
In realtà, molto spesso quello che li unisce è una difesa di se stessi (o dei propri valori), attraverso il tuo brand.
In pratica il tuo brand, diventa un “veicolo”, attraverso il quale i tuoi clienti comunicano la propria personalità.
Ad esempio: se io ho acqusitato un capo Gucci, mi sento più esclusivo di te, che hai comprato un capo di “fast fashion”.

Ecco perché molti clienti di Nike fanno “a guerra” con quelli di Adidas e Puma. Oppure quelli di Apple con quelli di Samsung. Oppure ancora quelli di Playstation con quelli di Xbox.

Creare tribù per il marketing, come Seth Godin consiglia

Perché devi comprendere questo concetto?
Beh perché ti aiuta a capire il modo migliore per acquisire nuovi follower/clienti.

Se vuoi che più persone ti seguano o ti prestino attenzione, allora dovresti provare a partecipare (o creare) alcuni gruppi o community (sia online che fisiche) in cui si parla di argomenti relativi alla tua nicchia.
Infatti, le persone che fanno parte di questo gruppo, potrebbero interessarsi a te o al tuo prodotto/ servizio dopo aver visto tuoi contenuti all’interno di quei gruppi o di quella community.

Pensa a quanti brand sono riusciti a sfruttare la potenza di queste community.
Ad esempio, pensa a quanti brand di abbigliamento sportivo o di integratori sono riusciti a sfruttare degli influencers per acquisire clienti.

Ma perché le tribù sono importanti?
Uno dei motivi principali per cui le tribù sono così importanti è che creano un senso di appartenenza. Le persone vogliono sempre di più sentire un “senso di appartenenza” a qualcosa.

Quando appartieni ad una tribù, automaticamente stai anche definendo la tua identità.
Infatti, dato che appartieni a quella comunità, automaticamente avrai determinati obiettivi, desideri e cose che vorresti “combattere”.

Pensa alla “tribù” dei clienti di “Redbull”, il famoso brand di bevande energetiche.
Quando sei un cliente di Redbull, molto probabilmente hai obiettivi che per te sono ambiziosi o rischiosi, desideri fare avventure “spericolate”, ti piace metterti in gioco. E molto probabilmente non hai molto da condividere con chi alla domenica preferisce dormire o stare a guardare un film con un the o una cioccolata calda.

Creando tribù, il tuo brand potrà partecipare a formare l’identità dei tuoi clienti.
O meglio, una volta che avrai definito la tua reason why ed i valori del tuo brand, coloro che rispecchiano questi valori ed apprezzeranno la tua missione, ti “verranno incontro”.

Ovvero cominceranno a sostenere il tuo brand, perché acquistando i tuoi prodotti stanno comunicando al mondo che condividono i tuoi stessi valori. Insomma, acquistando i tuoi prodotti, stanno comunicando al mondo chi sono e chi vogliono diventare.

Ed in questo modo i tuoi prodotti potranno aiutarli nel risolvere due dei principali bisogni primordiali dell’uomo: comunicare e fare parte di una tribù. Ecco perché le tribù sono così importanti.
Perché questi bisogni sono innati, li abbiamo tutti e molto probabilmente siamo disposti a lottare per poterli difendere.

Qual è il futuro delle tribù?
La teoria della tribù di Seth Godin è più attuale che mai. In passato, le tribù erano per lo più incentrate sulla politica o sulla religione.

Al giorno d’oggi, le tribù esistono ovunque: da YouTube, a LinkedIn, da Telegram a Reddit.

Ormai è quasi impossibile non appartenere ad almeno una “tribù” online.

Ecco perché quando comunichi devi capire benissimo a chi devi rivolgerti e come invogliarlo a far parte della tua tribù.

Conclusioni

Bene, è ora di ricapitolare.

Grazie a questo articolo spero tu abbia scoperto quanto sia fondamentale creare valore per i tuoi “studenti” ed essere autentico nel trasmetterlo. Nel complesso, l’approccio di Godin sfida a trasformare il marketing in un atto di connessione autentica e non solo con mero scopo transazionale.

In particolare:

  • Ricordati di spostare l’attenzione dal breve periodo al lungo periodo.
    Il tuo focus non dovrebbe più essere ottenere a tutti i costi la “vendita immediata”, ma piuttosto la formazione di relazioni durature.
  • Non comunicare “invasivamente”.
    Il marketing ha lo scopo di far sentire la mancanza del nostro messaggio quando smettiamo di comunicare. E che nel comunicare, devi essere attento alla bellezza (dato che rende il tuo marketing più efficiente) e devi farlo in maniera autentica e personale.
  • Sii umano.
    In un mondo pieno di “venditori affamati”, prova ad essere un amico, un consulente genuinamente interessato ai problemi del tuo pubblico.
  • Fai storytelling.
    Ricordati di comunicare raccontando storie, trasmettendo non solo il prodotto, ma l’emozione associata ad esso.
  • Definisci la tua “reason why” per differenziarti.
    Mi raccomando utilizza un approccio umano anche in fase di delineazione della “reason why”, che parte dal pubblico e si concentra sui loro bisogni.
  • Crea la tua tribù.
    Dai vita ad una comunità di individui legati da interessi comuni, che si riconoscono nei valori del tuo brand.

Bene, siamo giunti alla conclusione di questo articolo.

Se vuoi approfondire il tema del branding e del posizionamento, ti consiglio di leggere questo articolo.

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Bene, abbiamo finito!  Ci sentiamo al prossimo blog post, ora va’ e crea la tua tribù !

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