Reason why

Reason why: perché proprio te? I 3 pilastri + esempi giusti e sbagliati

Indice

Guest Post a cura di Francesco Malvestio

Partire dal perché

Partiamo dal seguente presupposto: 9 imprese su 10 falliscono.

Questo accade per diversi motivi: problemi di team, business model, marketing sbagliato/ scarso, mancanza di capitali…) .

Secondo un’analisi compiuta su startup americane, il 42% delle aziende fallisce perché realizza prodotti che nessuno acquista.

In parte, questo è dovuto al fatto che ormai siamo in una situazione di concorrenza globale (vedi cosa è successo a partire dal 2020, con l’esplosione degli e-commerce).

Ecco perché è sempre più fondamentale differenziarsi.

Trovare un “Perché” che giustifichi l’acquisto di un prodotto del nostro brand , rispetto a quello dei competitors è ciò che ci serve per avere successo: dobbiamo trovare una “reason why” da comunicare.
Ovvero dobbiamo essere in grado di far percepire l’unicità del proprio prodotto e l’utilità per il nostro pubblico di riferimento.

Per fare ciò il modo più efficace è “partire dal perché” il tuo prodotto esiste, come direbbe Simon Sinek.

In breve, quello che ci dice Simon, uno dei maggiori esperti in tema di marketing e leadership, è di fare appello alla parte più “primitiva” del nostro cervello.

Infatti, quando utilizzi i “perché” nelle domande o nelle affermazioni, stai “colpendo” la zona più interna del sistema limbico del nostro cervello.

Questa parte governa il comportamento ed il processo decisionale ed è la sede dei sentimenti e delle sensazioni che proviamo (come fiducia o rabbia).

A differenza della neocorteccia (la parte più sviluppata del nostro cervello), il sistema limbico non ha alcun controllo sul linguaggio.
Proprio qui nascono le sensazioni “viscerali”, emotive: sensazioni che proviamo quando dobbiamo prendere una decisione istintiva o quando stiamo provando emozioni complicate da esprimere.

In pratica, fare riferimento al “perché” ci porta a considerare la nostra vera motivazione.
Ciò che davvero ci ispira ad agire.
Lo scopo, la causa o il credo che guida le nostre decisioni e la nostra vita.

Reason why del perché i tuoi clienti dovrebbero acquistare

Se noti:

  • molte aziende provano a venderti il “COSA” vendono (smartphone, scarpa da running),
  • alcune ti vendono il “COME” realizzano il prodotto che vendono (smartphone realizzato con software di ultima generazione, scarpa da running realizzata in tessuto ultraleggero),
  • pochissime aziende vendono il “PERCHE” del loro prodotto (facciamo smartphone per farti sentire un “figo”, facciamo scarpa da running per farti sentire un “campione” ogni giorno).

Hai percepito la differenza?

Solo nell’ultimo punto hai sentito di essere “trasportato” dalla missione dell’azienda, ti sei sentito in connessione con il loro desiderio di renderti la vita migliore.

Ed è proprio per questo motivo che aziende come Apple o Nike hanno così tanto successo.

Ed ecco perché dovresti vendere partendo dal perché.

Una volta compresa l’importanza del perché, devi scoprire la tua reason why.

Vuoi capire come farlo?
Sei nel posto giusto!

Cos’è la reason why

La Reason why è la “ragione per cui” scelgo un brand, azienda piuttosto che una qualsiasi altro brand o azienda.

Quindi, quando si crea una azienda/ prodotto/ brand bisogna avere chiara la “reason why” per i propri clienti, in modo da posizionarsi efficacemente e potersi differenziare .

La reason why guida tutta la comunicazione di un brand o di un’azienda.

La reason why è efficace in base a quanto dicono gli altri, a quello che fanno i consumatori o coloro che interagiscono con il brand.
E cioè se recepiscono ed “interpretano” correttamente il messaggio che il brand voleva comunicare.

Facciamo un esempio: prendiamo in considerazione la catena di gelaterie Grom.
Chiediti: “perché dovrei comprare da loro e non dalla concorrenza?
Rispondiamo, analizzando la reason why di Grom: produciamo gelato artigianale, fatto come una volta, non in produzione industriale.

Qual è il messaggio implicito e sottostante?
Beh siccome è artigianale, c’è più cura nella produzione e quindi più qualità.

E questo che significa?
Che io come cliente, dando particolare attenzione alla qualità, mi sto prendendo cura di me stesso.

Dunque Grom non vende solo gelati, vende esperienze tramite le quali (in modo implicito) il cliente può sentirsi molto più bene con se stesso.

Ecco perché si rivela importante saper dire “questo non è per te”, quindi saper “scremare” i potenziali acquirenti.

Reason why posizionamento

Fare questa attività ci sarà utile perché:

  1. serve ad identificare le caratteristiche distintive del prodotto e
  2. essere in grado di “scremare i clienti”, ovvero di poter dire: “noi non siamo questo, ma siamo questo”, “il prodotto fa questo, ma non quest’altro”.

Non potrai creare mai autenticità se non “restringi” il tuo pubblico in base alle tue caratteristiche distintive.

Dopotutto come farai a creare relazioni durature se non prioritizzi i problemi ed i desideri di una specifico gruppo di persone?

Rischierai di “parlare a tutti”. Il che significa a “parlare a nessuno”.

Ma come deve essere la reason why?

In generale la reason why può essere principalmente di 2 motivi:

A) EMOTIVA oppure B) RAZIONALE.

Non per forza dev’esserci sempre un vantaggio razionale, anzi, la reason why “più forte” è proprio quella emotiva: perché il prodotto mi fa sentire in un certo modo, mi fa acquisire un’identità che voglio comunicare all’esterno.

Ad esempio mi fa sentire appartenente ad un determinato gruppo di persone a cui si vuole appartenere, perché ha dei valori che sento miei, che condivido, soddisfa un’esigenza emotiva.

Bene, ora che hai capito cos’è la Reason why e passiamo a vedere quali sono i 3 “pilastri” della reason why…

Pilastri della reason why

Ora che abbiamo capito cos’è la Reason why, dobbiamo capire come costruirla.

Per farlo dobbiamo analizzare concorrenza, pubblico e “punto di forza” del nostro brand.

Ma andiamo con calma.

1° pilastro della Reason why

Parti dalla concorrenza.

Se proponi quello che stanno già proponendo altri competitors, non avrai successo.

Prima di tutto devi analizzare il mercato e le principali soluzioni che vengono offerte.
Quindi vedere cosa sta facendo la concorrenza e come lo sta comunicando, per poi capire come posizionarti sul mercato.

Come dice Seth Godin nel suo libro “La mucca viola” devi essere diverso dalla concorrenza ed emergere, proprio come farebbe una “mucca viola” in un mucchio di “mucche bianche”.

La mucca viola Seth Godin Reason why

Esempio di Grom: offrono gelato artigianale senza lattosio.
In questo modo si differenziano dalle normali gelaterie perché offrono uno specifico prodotto per un particolare pubblico.

2° pilastro della Reason why.

Analizza il tuo pubblico di riferimento.

Se non c’è nessuno disposto ad ascoltare o provare ciò che proponi, non “andrai avanti” a lungo.

Non basta essere diversi, la reason why dev’essere rilevante per il pubblico, bisogna guardare al pubblico ed alle sue reazioni.

Quindi la reason why deve avere una caratteristica (o più) che sia rilevante per la nostra audience, per chi ci ascolta.

Esempio di Grom: i loro prodotti (gelati artigianali) hanno delle caratteristiche rilevanti per uno specifico segmento di consumatori di gelato.
Cioè coloro che sono interessati a gelati artigianali di alta qualità, non avendo paura di spendere qualcosa di più.

3° pilastro della Reason Why

Costruisci i valori del tuo brand.

Devi capire quali sono gli elementi essenziali del tuo brand, che si dovranno rispecchiare nei tuoi prodotti/ servizi e nella tua comunicazione.

Non dev’essere solo una strategia di marketing o di comunicazione, dev’essere un principio fondante del brand .

Non dev’essere solo uno slogan, devi essere qualcosa di diverso dagli altri, non basta semplicemente dire qualcosa.

Se “parli e basta” non sarai percepito come autentico e nessuno si fiderà del tuo brand.

Devi capire quali sono i valori del tuo brand e cercare un prodotto o brand che abbia quelle caratteristiche che poi andrai a raccontare.

Esempio di Grom: questo brand di gelati artigianali non solo promette o “dice” di avere prodotti di alta qualità e dei metodi di produzione artigianali, ma poi fa di tutto per “rispettare” queste affermazioni in concreto.

La Reason Why deve essere esclusiva

Come abbiamo appena visto, la reason why è l’intersezione di 3 aree: brand, concorrenti, pubblico.

  • Il brand sono le tue caratteristiche ed i tuoi valori.
  • I concorrenti sono i tuoi concorrenti, i loro valori e quello che dicono.
  • Il pubblico sono le persone alle quali comunichi e i loro desideri, aspirazioni, paure…

Quindi la reason why è una tua caratteristica particolare, un qualcosa che tu hai, che la tua concorrenza non ha e che il tuo pubblico desidera.

Chiaramente essa dovrà rappresentare la base, l’anima della tua comunicazione. Una volta che hai trovato la tua identità, l’anima del brand, di conseguenza saprai come impostare la strategia di comunicazione.

Tante aziende hanno una reason why ma non la pubblicizzano perché pensano che non serva, ritengono di avere intrinsecamente una propria identità.

Ma non c’è niente di più sbagliato. Infatti, ricorda che uno degli scopi principali del marketing deve essere proprio quello di comunicare l’identità dell’azienda/ brand.

Quindi è fondamentale capire perché (prima ancora del “come”) i clienti acquistano da te e non dalla concorrenza.

Esempio: se lasci riposare l’impasto della pizza il triplo del tempo rispetto alla concorrenza perché così è più digeribile, allora vale la pena raccontarlo.

Infatti questo ti renderà unico, ti farà percepire dal tuo pubblico di riferimento come interessato alla qualità del prodotto che vendi e ti posizionerà sul mercato

E ricorda che…

NON ESISTE UNA REASON WHY VALIDA PER TUTTI.

Spiegare la reason why in modo univoco

Esempio: A Roma esiste il ristorante “Parolaccia”, in cui i clienti vengono insultati mentre vengono serviti. Questa particolarità unica del locale, li rende unici. La loro reason why è: ristorante per gente che ama ridere e scherzare mentre mangia.

Tutto ciò che ti dà un motivo per comprare da me rispetto alla concorrenza fa parte della reason why.

Ecco che la reason why può essere utilizzata come Unique Selling Proposition (USP).

Ricorda che la Unique Value Proposition, non indica i benefici del prodotto, ma esprime il messaggio che vogliamo trasmettere e che ci differenzia rispetto ai competitor. In pratica, bisogna rispondere all’istante alla domanda più immediata che un cliente si pone guardando il brand: “Cosa vi distingue rispetto agli altri?

Reason why giuste, reason why sbagliate

Ricorda che non sono efficaci reason why come “io ho una qualità maggiore”, perché (in generale) i clienti non sono in grado di comprendere la qualità di un prodotto.

Ora passiamo all’analisi di reason why giuste e sbagliate, partendo proprio da quest’ultime…

Reason why sbagliate

Entrambe queste Reason why sono basate sul presupposto che chi vende, sta cercando di farlo affermando qualcosa chiunque altro sarebbe in grado di affermare.

Ma vediamole ad una ad una.

1. Qualità più alta.

Questa affermazione deve essere in grado di presentare dati e statistiche del perché affermi ciò: ad esempio il 100% del capo di abbigliamento che vendiamo è fatto in Italia, con lavorazione di lana artigianale.

“Vendere la qualità” in maniera generica non è sempre efficace, perché la qualità non è oggettiva.
Non siamo in grado di definire la qualità quando è associata ad un marchio.

Soprattutto non sappiamo percepire la qualità fino a quando non abbiamo utilizzato il prodotto diverse volte.

Infatti, se quel marchio ci ha conquistato, abbiamo affettività verso quel marchio e quindi anche la nostra percezione viene alterata dal brand (vedi il neuromarketing e come riesce a creare sensazioni alterate nella mente dei clienti).

Se sono un “fan” di Nike probabilmente crederò che vendano le sneakers qualitativamente migliori anche se non è così. Ma mi hanno fatto percepire la qualità attraverso altri elementi (design, packaging, pubblicità con i miei atleti preferiti…).

Tutto chiaro?
Bene, passiamo alla prossima Reason Why sbagliata !

2. Assistenza clienti.

Vendere il prodotto basandosi sull’assistenza futura che il cliente riceverà è un errore madornale.

L’esperienza del “customer care” è un’esperienza post-vendita, dopo la vendita, non è efficace per acquisire un cliente all’inizio.

Ricorda che una reason why non è efficace quando nessuno afferma il contrario di ciò che tu affermi.

Dunque dimmi: esiste qualche venditore che afferma che la propria assistenza clienti fa schifo (anche se lo è veramente) ?

Ricorda che una reason why è efficace quando comunica: a) il contrario rispetto alla maggioranza (esempio per Tesla: automobile completamente elettrica e “self driving”) o b) che può dire qualcosa che gli altri non possono dire (esempio per Google: browser di ricerca più utilizzato al mondo).

Reason why sbagliata basata sul customer service

Spero che ti sia tutto chiaro (in caso non fosse così, puoi lasciarmi un commento qui sotto o scrivermi su Instagram).

Passiamo ora alle reason why impostate correttamente…

Reason why giuste

Come vedrai tutte queste affermazioni si baseranno sul fatto che “fanno forza” su una delle caratteristiche uniche, specifiche del tuo brand/ prodotto.

1. Prodotto premium/ più costoso

Devi offrire qualcosa di esclusivo o comunque di “difficile accesso” per la maggioranza delle persone.

Questo non vuol dire necessariamente che il tuo prodotto ha la qualità maggiore in assoluto, ma devi comunicare una certa qualità.

Il prezzo che offri deve essere comunque giustificato da qualcosa.

Devi dimostrare di essere al top della tua categoria merceologica (ad esempio Ferrari per le auto sportive, Rolex per gli orologi), in modo da far sentire un beneficio “mentale” di “esclusività”.
Infatti, spesso le persone vogliono la soluzione più costosa perché questo produce benefici a livello psicologico (soprattutto di status sociale).

2. Pubblico specifico

Quando si offre un prodotto o servizio, è fondamentale concentrarsi su un pubblico preciso (bambini sportivi, famiglie, cani… ).

Ricordati che specializzarsi su una nicchia particolare ha un beneficio inestimabile: perché ti dà la possibilità di avere “true fans” e di avere un pubblico effettivamente interessato a quello che vendi.

Devi offrire un prodotto che abbia qualcosa che faccia dire al cliente “questo prodotto è per me, fa per me”.
Ad esempio, Patagonia è un brand per persone che fanno sport/attività outdoor e che sono attenti alle tematiche ambientali.

3. Influencer / personal branding

In questo caso incentri la comunicazione del prodotto/ brand sul fatto che è sostenuto da (o addirittura basato interamente su) un personaggio pubblico.

In sostanza, sfrutti il fatto che per il cliente sarà molto più facile fidarsi ed essere fedele al tuo brand, proprio perché il personaggio pubblico ha fatto da “intermediario”.

In questo modo il potenziale cliente sceglie il tuo brand perché è scelto anche da un influencer che segue oppure compra quel particolare prodotto perché è il prodotto realizzato dall’influencer che segue.
Un classico esempio di questo è il brand di Chiara Ferragni, che basa interamente la propria comunicazione sul fatto che i capi di vestiario che offre sono sostenuti dall’omonima influencer.

4. Specialista

Con questa Reason Why, fai percepire la tua estrema competenza su prodotti o servizi specifici.

Il cliente si affida a te non per un qualsiasi bisogno, ma per risolvere un problema specifico o per un prodotto specifico (ad esempio: Moleskine offre solo agende di alta qualità).

Per avere successo bisogna essere esperti (riconosciuti) di un determinato settore.

In questi casi è molto molto utile utilizzare certificazioni e riconoscimenti, sfruttando il principio di persuasione “dell’autorità”, di cui parla Robert Cialdini, nel suo libro “Le armi della persuasione”.

Un classico esempio è: “Aura ring”, un brand che si occupa di vendere anelli per misurare le statistiche del tuo sonno.

 Specialista Reason why

5. Primo

In questo caso fai riferimento al fatto che sei stato il il primo ad aver fatto qualcosa.
Ad avere creato una nuova categoria, ad aver creato una nuova tipologia di prodotto (ad esempio Tesla con le auto elettriche).

Questo ti farà percepire come automaticamente più autorevole, dal momento che hai più esperienza rispetto ai tuoi competitors e probabilmente il tuo prodotto è qualitativamente più avanzato.

Inoltre ti “pone al riparo” dalla concorrenza, dato che non possono essere in molti a vantare di essere i “primi” sul mercato.
Pensa ad Uber con il mercato delle corse fatte da privati (non tassisti).

6. Processo produttivo/ materie prime

Questa reason why si basa su “come realizzi il prodotto”, ovvero che particolari materiali utilizzi o che specifici processi produttivi impieghi.

Ricorda che questa peculiarità dev’essere di beneficio al cliente.
Ad esempio, se il mio processo produttivo degli abiti è più lungo rispetto ad un brand di “fast fashion” devo spiegare che uso dei materiali più ricercati e un metodo produttivo artigianale.
In questo modo sarò in grado di “convincere” i consumatori maggiormente interessati alla qualità del capo, rispetto al suo costo o tempistiche di realizzazione e spedizione.

Il cliente deve volere quella caratteristica o deve cercare quel determinato processo (ad esempio: gli alimenti senza grassi idrogenati o senza olio di palma sono effettivamente ricercati da coloro che seguono una dieta o sono intolleranti).

Ovviamente, devi stare attento che il particolare processo che segui, non dev’essere qualcosa che fanno anche gli altri, sennò perde la sua veridicità, non è più efficace, proprio perché non comunica una particolarità.

Un chiaro esempio di ciò è il brand “Bottega Veneta” che offre capi di vestiario di altissima qualità, con delle materie prime molto pregiate e dei metodi di lavorazione molto curati.

7. Vantaggio oggettivo

Grazie a questa Reason why fai valere una elemento del tuo prodotto che non può essere contestata neppure da chi non è tuo cliente.

Ovviamente anche in questo caso la caratteristica del prodotto/ brand dev’essere rilevante e d’interesse per il potenziale cliente (ad esempio: materiale dello zaino da montagna che sia 2 volte più resistente all’acqua ed alle intemperie).

Questo vantaggio è tanto più efficace, quanto più viene riconosciuto da chi non è ancora tuo cliente o dagli esperti del settore.
In questo modo sarai in grado di far valere sia il principio di “autorità” che di “riprova sociale” di cui parla Cialdini.

Bene, ora che hai compreso le principali 7 reason why più efficaci, provo a “scioglierti” qualche ulteriore dubbio che potresti avere.

Rispondo alle tue domande sulla Reason Why…

Ora dovrebbe esserti chiaro cosa sia la Reason why, quale siano le sue caratteristiche principali, come si “costruisce”, quali sono quelle efficaci e quelle no…

Ma potresti avere ancora qualche dubbio, ecco perché ho pensato di rispondere ad alcune potenziali domande, in modo da chiarire ancora di più cosa sia la reason why.

1. “Qual è la differenza tra Reason Why e marketing?

Il marketing è una disciplina molto ampia.

All’interno del marketing c’è sicuramente la fase di strategia e di posizionamento del mercato , al cui interno possiamo posizionare la Reason why.

Infatti la prima attività di marketing che bisogna fare è capire chi siamo e cosa facciamo, ovvero la nostra identità.

In pratica, con questa prima attività di marketing devi definire il motivo per cui le persone dovrebbero scegliere te anziché la concorrenza.

Una volta che hai trovato la Reason Why ed avrai completato le altre attività del marketing strategico, puoi procedere a “creare” il resto del marketing.

Questo, infatti, verrà condotto e guidato dalla Reason why, che ti avrà permesso di capire il tuo pubblico target, i tuoi competitors e quali sono le tue proposte di valore uniche nel tuo mercato di riferimento.

Ricorda che la Reason Why dev’essere sempre ripetuta e raccontata attraverso tutta la tua comunicazione e tutta la tua pubblicità.

Perché? Beh, perché esprime al meglio chi sei, cosa fai, perché sei diverso dai competitors e perché il tuo pubblico dovrebbe acquistare da te.

Bene, ora che questo ti è chiaro, passiamo alla prossima domanda

2. “Ma che differenza c’è tra Reason Why e brand positioning?

Il Brand positioning è una disciplina del marketing strategico che ha lo stesso obiettivo della reason why.

Se trovi un posizionamento del tuo brand/ prodotto all’interno della mente delle persone, ossia quando trovi aspetti del tuo prodotto rilevanti per il tuo pubblico, allora avrai trovato una reason why.

Il Brand positioning sfrutta la reason why: direi che è difficile trovare un brand positioning efficace se non sai ciò che ti differenzia dai tuoi competitors e perché il pubblico dovrebbe ritenere il tuo prodotto rilevante.

Un qualsiasi motivo per cui un cliente può preferire il tuo brand è una reason why efficace.

Un brand positioning ben fatto si basa su una (o più) reason why: in questo modo sarai in grado di differenziarti dalla concorrenza.

Ma non è finita qui.

Per tutti i casi in cui non si riesce a trovare un brand positioning abbastanza evidente, si può comunque trovare comunque una reason why chiara.

Infatti può accadere che il prodotto che vendi abbia della caratteristiche che i clienti riconoscono ed apprezzano, ma non abbia un proprio posizionamento chiaro.

In pratica ha solo un motivo che spinge le persone a comprarlo, ma non ha “un’etichetta chiara” che lo posiziona sul mercato (ad esempio “il dentifricio più consigliato dai dentisti”).

Tutto chiaro? Bene, passiamo alla prossima domanda.

3. “Qual è la differenza tra Reason why ed un “angle”?

Gli angoli di comunicazione sono espressioni univoche, copy creativi che utilizzi per diffondere il tuo messaggio ed attirare l’attenzione.

Gli angoli di comunicazione determinano la percezione del tuo pubblico verso il tuo brand. Influenzano direttamente il successo delle tue campagne marketing.

Infatti queste “prospettive” su come comunicare un prodotto sono essenziali per delineare la tua campagna di marketing (e soprattutto di advertising).

Gli angoli ti serviranno a comunicare i benefici del tuo prodotto, i problemi che risolve, i suoi vantaggi rispetto ai competitors.

Insomma, un “angle” è il taglio che utilizzi in una determinata campagna pubblicitaria, per far percepire aspetti specifici del tuo prodotto.
Ad esempio, in una campagna vorresti far percepire di più il fatto che la spedizione e reso del tuo prodotto sono gratuiti, in un’altra vorresti far percepire che il tuo prodotto ha + 5000 recensioni positive.

La reason why è molto più ampia del tuo angolo di comunicazione, dato che rappresenta l’intera strategia di posizionamento del brand, del prodotto.

Ci possono essere vari “angle”, anche uno per ogni campagna pubblicitaria.
Dunque una reason why può avere diversi “angle” per diverse campagne (ad esempio per 3 target diversi), quindi potresti ideare diversi “angle”, che però fanno riferimento alla stessa reason why.

L’angolo è l’impostazione che si dà alla reason why per un target specifico e comunicare uno specifico messaggio, ma sullo stesso target ci possono essere diversi angoli.

Padroneggiare la Reason Why…

Bene, proviamo a riassumere quanto abbiamo visto.

Quando si elabora una strategia di marketing, partire dal “perché” è cruciale.

Non farlo significherebbe ignorare il contesto in cui viviamo. Ed è proprio per questo che molte aziende “affondano” in questa fase.

La competizione globale (accentuata dalla diffusione di ecommerce, software mobile-first e creatori di contenuti), richiede differenziazione per poter ottenere l’attenzione delle persone.

Per farlo, Simon Sinek ci insegna che attingere al “perché” del nostro prodotto, dato che questo “risuona” con la parte più primitiva del cervello umano, generando connessioni emotive.

Infatti, le aziende di successo come Apple e Nike sanno vendere non solo il “cosa” o il “come”, ma soprattutto il “perché”.

Ecco perché la Reason Why diventa quindi il fulcro della comunicazione di un brand, guidando la strategia di marketing.

Per costruire una Reason Why efficace, occorre considerare tre pilastri fondamentali: 1) differenziarsi dalla concorrenza, 2) essere rilevanti per il proprio pubblico e 3) costruire valori autentici del brand. Questa identità distintiva può assumere forme come il prodotto premium, l’attenzione a un pubblico specifico, il supporto di influencer, l’essere il primo sul mercato, … .

Ricorda che una Reason Why valida è esclusiva, dato che rappresenta ciò che solo il tuo brand offre, che la concorrenza non ha, ma che il tuo pubblico desidera.

È l’anima della tua comunicazione, guidando il consumatore a scegliere te anziché altri.

Per dirla con una metafora, la “reason” why è “l’ancora” su cui si “appoggia” la tua comunicazione nel “mare” tumultuoso del marketing, fatto di concorrenza spietata.
A proposito di mari, se vuoi migliorare il tuo posizionamento sul mercato ti consiglio questo articolo, che parla della strategia “Oceano Blu”.

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Bene, abbiamo finito!

Ci sentiamo alla prossima guida e ti auguro che la tua reason why ti spinga verso risultati migliori!

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