Guest Post a cura di Francesco Malvestio
Trova il tuo talento…
Come capire meglio le cose cui siamo bravi a fare?
Come trovare i nostri punti di forza, i nostri talenti nascosti?
In questo articolo ti condividerò l’esercizio che per me, nel corso degli ultimi 5/10 anni è stato più utile.
Si tratta di un test pratico per avere più consapevolezza delle mie competenze e delle cose che sono in grado di fare più o meno bene.
Il concetto è questo: nel momento in cui noi capiamo ciò che sappiamo fare bene e le nostre competenze innate, i nostri punti di forza, meno tempo passeremo a cercare di colmare le nostre lacune, quindi i nostri punti di debolezza.
Questo, dal punto di vista professionale, cambia totalmente il paradigma del nostro personal branding e soprattutto il modo in cui siamo in grado di comunicare il nostro valore verso le aziende, verso i nostri clienti, verso i nostri collaboratori.
Inoltre, in questo modo, sarai molto più intenzionale nel definire i tuoi obiettivi annuali e raggiungerli, come spiego in questo articolo.
Si tratta di un punto fondamentale che, personalmente, c’ho messo diversi anni a comprendere in maniera così precisa.
Questo perché la narrativa istituzionale, scolastica e formativa, ci ha sempre portato nel passato a concentrarci sulle cose che non vanno bene.

Il retaggio culturale del nostro Paese ci spinge maggiormente nel cercare di imparare ciò che non sappiamo o cercare di colmare le nostre lacune.
A scuola siamo sempre stai portati a prendere un voto migliore nella materia in cui andavamo male, piuttosto che invece cercare di amplificare le nostre competenze, i nostri talenti naturali, le nostre inclinazioni.
Io sono un grande fan, un grande supporter dell’effetto di “amplificazione delle forze”.
Credo molto nel “double down” sulle cose che vanno molto bene.
E questo vale sia dal punto di vista professionale, a livello di performance e di risultati all’interno delle strategie di marketing, ma anche dal punto di vista personale, quando si tratta di amplificare le cose che sappiamo fare bene, che hanno un impatto positivo sul mercato del lavoro.
Ecco, all’interno di questo articolo voglio parlare di quello che è uno strumento, dal mio punto di vista estremamente efficace l, proprio per identificare questi punti di forza.
Trova il tuo talento con questo test pratico
Questo strumento si chiama Strength Finder, o meglio Clifton Strength Finder.
Si tratta di un esercizio, un assessment che valuta i nostri talenti.
In pratica è un test che possiamo fare, rispondendo a tutta una serie di domande, per identificare le nostre caratteristiche psico-attitudinali all’interno di determinate categorie.
La struttura del test
Le principali macro aree all’interno del quale vengono identificate le nostre caratteristiche personali e le nostre soft skills sono queste:
1) strategic thinking quindi il pensiero strategico
2) capacità di costruire relazioni con le persone che ci stanno intorno, collaboratori, clienti e quant’altro
3) influencing, ovvero la nostra capacità di influenzare gli altri, comunicando il nostro punto di vista, le nostre idee e cercando di “vendere” la nostra visione delle cose
4) executing: la nostra capacità di eseguire seguendo degli stili differenti.
Questo test è un assessment che consiste in + 170 domande o coppie di affermazioni.
Noi rispondiamo sulla base di una scala di 5 punti che va da “1” ovvero fortemente in disaccordo a “5” , ovvero fortemente in accordo.
Alla fine del test viene generato un risultato, un report, che indica i nostri temi di forza in ordine di rilevanza.
I risultati del test
Il report risultante dal test viene realizzato specificatamente per noi, quindi i risultati sono “plasmati” attorno alla nostra persona ed alle nostre risposte.
Questa attività, dal mio punto di vista, è utilissima perché ci consente di capire esattamente come incanalare, come canalizzare le nostre competenze e punti di forza verso le “cose giuste”.
Insomma ci aiuta a trovare le migliori attività che dovremo eseguire in base alle nostre abilità e predisposizioni naturali.
Quindi, grazie ai risultati di questo test, dovremo smettere di passare del tempo a cercare di fare delle attività che riescono meglio agli altri.
Invece dovremmo cercare di amplificare e dare sempre più spazio di tempo alle cose che invece facciamo molto, molto bene.
Magari sono 2 o 3, ma dato che abbiamo un vantaggio competitivo a livello di posizionamento sul mercato, sicuramente ci verranno molto più semplici.
Inoltre, ci richiederanno meno tempo e verosimilmente i risultati che riusciremo a ottenere, se puntiamo soltanto su quelle attività, saranno molto migliori.
Insomma, si tratta di uno strumento molto pratico per aiutare gli individui a identificare i propri talenti innati e nascosti e le proprie competenze.
Io ricordo che ho fatto questo test almeno 2 o 3 volte nel corso degli ultimi 5/6 anni e la prima volta che l’ho fatto mi ha completamente “aperto un nuovo mondo”.
Questo perché non sapevo di avere determinate caratteristiche.
Infatti, dopo aver richiesto feedback anche ai miei colleghi e ai miei capi e aver incrociato le loro considerazioni con i risultati del test, mi sono reso conto che ero particolarmente bravo a fare determinate cose, che mi venivano naturali, ma non ne ero consapevole.
Perché questo test è così utile per trovare il tuo talento?
Secondo me il punto di forza di questo test è renderci consapevole ciò che per noi sembra scontato.
Lo inserisco tra i principali strumenti che abbiamo a disposizione per comprendere meglio le nostre abilità.
Infatti, a differenza dei test psicologici online, test della personalità che lasciano un po’ il tempo che trovano, questo test è specificatamente creato per identificare le tue migliori competenze professionali o le caratteristiche professionali.
In sostanza, ci permette di individuare le nostre migliori soft skills, quindi quelle competenze che ci consentono di collaborare con gli altri e ottenere dei risultati aziendali o progettuali di un certo livello.
Se hai interesse a fare questo esercizio e se non hai particolare consapevolezza di ciò che sei bravo/a a fare, secondo me questo è il test perfetto.
Gli esercizi più utili per trovare il tuo talento
Dopo aver svolto questo esercizio varie volte, credo di essere gunto a conoscerlo piuttosto bene.
Ecco perché voglio consigliarti alcuni degli esercizi più interessanti secondo me sono questi.
Job Crafting Exercise
Il primo si chiama “Job Crafting Exercise” che ti stimola a pensare come potresti applicare all’interno del tuo lavoro attuale, le tue abilità naturali, quindi ha una valenza molto molto pratica.
Questo esercizio individua le tue caratteristiche professionali, le tue soft skills e ti aiuta a pensare a come poterle applicare in maniera pratica ed espanderle nel tuo lavoro.
Così facendo, passerai molto più tempo ad esercitare queste tue competenze, piuttosto che fare semplicemente quello che ti viene richiesto.
Ovviamente si tratta di un esercizio proattivo, nel senso che nel momento in cui scopri di avere certe caratteristiche, dovrai anche comunicare coi tuoi capi, col tuo team e dovrai proporre loro la possibilità di concentrarti sulle attività che ti vengono meglio.
Questo perché hai scoperto in che cosa eccelli e quali attività riesci a fare meglio.
Quello che ti rimane da fare è dimostrare in quali attività risulti essere molto più impattante e puoi supportare il team a raggiungere risultati esponenzialmente più grandi se solo ti viene data la possibilità di esercitare al meglio queste tue skills.
Flow experience
Un altro esercizio che viene nominato nella parte introduttiva, che spiega quali sono le aree di focus della mente e del test vero e proprio, è quello del flow experience.
In cosa consiste?
Consiste nell’identificare, nel pensare in maniera molto analitica e precisa, a quali sono le attività che ci portano in uno stato di flow.
Se non sai che cosa sia lo stato di flow, ne parlo in maniera approfondita in questo articolo.
Quindi questo esercizio ci richiede di riflettere per un po ‘di tempo, un po’ di minuti sulle attività in cui abbiamo notato di essere completamente immersi.
Hai presente quell’attività in cui sostanzialmente ti “perdi” nello svolgerla?
Perdiamo la cognizione del tempo, siamo estremamente focalizzati e concentrati e ci vengono semplici. E magari sono passate 2 ore da quando abbiamo cominciato a svolgere quell’attività.
Quella sensazione di “flow” che sentiamo è un segnale molto importante, che ci fa capire che sostanzialmente stiamo mettendo in azione i nostri talenti o le nostre competenze più forti, perché queste attività ci vengono normali, ci coinvolgono pienamente.
In pratica, è un ottimo segnale di cui dovremmo prendere nota ogni volta che ci succede.
I risultati del mio test: quali sono i miei talenti?
Bene, adesso condivido quelli che sono stati i risultati del test che ho fatto qualche anno fa.
1) La prima competenza che è uscita fuori è quello di essere analitico, quindi analizzare le cose e capire come prendere decisioni basandosi sui dati.
2) Competenza numero 2: achiever, quindi quella soft skills che consiste nel cercare sempre di ottenere un risultato più o meno positivo rispetto al progetti e l’attività che porta avanti.
3) Competenza numero 3: empatico ovvero l’abilità nello stabilire una connessione soprattutto emozionale e relazionale, con le persone con le quali collaboro. Dunque instaurare connessioni emotive, sia con i clienti, ma soprattutto con i collaboratori e quindi essere in grado di collaborare in maniera efficace con più persone.
4) Passiamo alla soft skills numero 4: “fast learner” quindi la capacità di essere in grado di apprendere velocemente nuove competenze è nuove informazioni. E questa, in effetti, è una di quelle attività che, soprattutto negli ultimi 5 anni, mi ha aiutato molto ad apprendere delle cose rapidamente, testarle e assorbirle in maniera più efficace.
5) Altra competenza: “relationship building”. Ovvero essere in grado di costruire delle relazioni con le persone che mi stanno intorno e quindi riuscire a collaborare meglio all’interno di un team.
Quindi non soltanto la comprensione delle persone, ma anche l’abilità di riuscire a costruire un processo che sia efficace.
6) Infine “attentive risk taker” quindi essere prudente nell’assumersi dei rischi, ma comunque provare “a buttarsi” nelle situazioni, nelle opportunità.
Eeee…fine!
Questi sono i risultati che sono “usciti fuori” dalla mia ultima sessione.
Sarebbe interessante riprovare a farlo dopo qualche anno per capire se queste soft skills sono evolute e sono cambiate nel tempo.
Far fruttare il tuo talento…
In conclusione, il viaggio alla scoperta del proprio talento è un percorso tanto difficile, quanto indispensabile.
Come abbiamo visto con il Clifton Strength Finder e gli esercizi citati, l‘autoconsapevolezza delle proprie competenze e inclinazioni naturali è cruciale per un’autentica crescita personale e professionale.
Questi strumenti, attraverso la loro struttura mirata e le domande incisive, non solo ci aiutano a riconoscere le nostre capacità, ma anche a valorizzarle e a utilizzarle al meglio nel nostro ambiente lavorativo e nella vita di tutti i giorni.
Innanzitutto ricorda che nel tuo percorso personale e professionale è fondamentale essere antifragili, come spiego in questo articolo.
E poi ricordati sempre che ogni individuo è unico, con un insieme di talenti e abilità che lo differenziano dagli altri.
Invece di concentrarci sulle nostre lacune, dovremmo enfatizzare e sviluppare questi punti di forza.
Nel farlo, non solo miglioriamo le nostre performance professionali, ma contribuiamo anche a un ambiente di lavoro più armonioso e produttivo, dove ogni membro può sfruttare al meglio le sue qualità.
Inoltre, la consapevolezza dei propri talenti porta a una maggiore fiducia in se stessi ed ad un maggior senso di soddisfazione nel proprio lavoro.
Questo non solo migliora la qualità della nostra vita lavorativa, ma ha anche un impatto positivo sulla nostra vita personale e sulle relazioni con gli altri.
In ultima analisi, trovare e coltivare il proprio talento non è solo una questione di successo professionale, ma anche un passo verso una vita più piena e soddisfacente.
Quindi, prendiamoci il tempo per conoscerci meglio, per scoprire ciò che ci rende unici e per utilizzare questi doni nel miglior modo possibile.
Non solo per il nostro bene, ma anche per quello di coloro che ci circondano.
Io ti consiglio di dare un’occhiata a questo testo, questo libricino di Gallup che si chiama appunto Strength Finder 2.0 .
Dacci un’occhiata e prova a fare il test anche tu e prova a capire quali sono le tue competenze da applicare, da inserire all’interno dei tuoi progetti e in generale per dare una migliore direzione al tuo futuro.
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Noi ci vediamo al prossimo articolo, nel frattempo ti auguro di trovare il tuo talento !